Gnegnet ha perso tempo alle 01:33 di sabato, 07 novembre 2009
Cose iniziate oggi e non finite perché ho la febbre e mi rode il culo (TANTISSIMO) e non riesco a fare nulla mmh dio che odio come vorrei avere la suina almeno avrei qualcosa da raccontare, invece no, non sono andata nemmeno incoppaaltelegiornale:

- iniziato a leggere libro uno
- poi libro due
- iniziato lavoro uno
- aperto file word per lavoro due
- "basta mi compro la macchinetta fotografica nuova sì lo so cazzo sono una consumista di merda e produco consumo crepo ma è uguale, mi annoio" (macchinetta non acquistata)
- dài, leggo Repubblica (nemmeno aperto)
- mi leggo la guida di Roma e mi faccio un itinerario di cose che vorrei vedere (questo un po' ho resistito. Tipo sui cinque minuti)
- mi faccio la doccia (ma poi solo bidet)
- mi lavo i capelli (ah, no, ho la febbre)
- mi vedo un film (dimenticato computer in ufficio - qui no film)
- cucino (ho scaldato la pasta di ieri)


DIO, CHE ENORMI ENORMI PALLE
ma voi che fate quando state male
eh?
eh.

Uffa mapperò.

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Gnegnet ha perso tempo alle 21:52 di martedì, 20 ottobre 2009
Chi (chi?) all'idea di lavorare da casa non guarderebbe il cielo con occhi sognanti, chi all'idea di non avere sveglie naziste al mattino non direbbe: datemi una penna che firmo col mio stesso proprio sangue? Tipo io. Certe volte lavoro lunghi periodi da casa, questo quando non sono disoccupata, intendo. Lavorare da casa all'inizio è bello. Saltelli firulìllando da una stanza all'altra, alle 16.00 sei ancora in pigiama di flanella e vestagliaccia, fumi senza sosta, mangi quando vuoi, puoi addirittura permetterti, che ne so, di lavarti i capelli durante la pausa pranzo. Sì, all'inizio ti godi quelle calde ore serali quando nel tepore del piumone pensi: ma lo sai che c'è, io leggo fino alle quattro tanto sticazzi se domani mi sveglio dieci minuti dopo, poi recupero la sera. Sì, certo. Ma il lavoratore casalingo non è quasi mai a conoscenza, durante il primo periodo, delle insidie che invece una casalinga di voghera sa già da tempo. Ad esempio se ti viene un periodo no, sono cazzi tuoi. Il periodo no è quel periodo di sindrome premestruale perenne 24 h non stop, durante il quale sei nervoso agitato deconcentrato stufo stanco della vita incazzato annoiato e avresti solo bisogno di contatto umano, di calore, di parlare di depilazione, di fare una battuta su repubblica.it. Allora chiami l'amico e gli dici Oh, vieni a pranzo, e l'amico viene, ma se l'amico può permettersi di venire a pranzo significa, molto probabilmente, che è disoccupato, quindi niente repubblica.it e no depilazione ma solo birillate sulle palle e lacrime e disperazione e narrazioni angoscianti. Oppure, ci sono quei giorni che dici no vabbè, ma oggi però mi alzo mi vesto scendo faccio colazione al bar poi a pranzo vado a fare acquagym (ah, poi vi devo parlare di acquagym. State tranquilli, non penso che resisterò più di due mesi, poi ritorno normale eh!). Soprattutto mi vesto, eh, Gnè. Invece poi ti alzi apri le finestre e dici Fa freddo, e allora via di vestaglia di flanella e via di bialetti e via di acquagym alle 20.10.
Che poi, sono tre settimane che faccio questa vita e già sono insofferente. Pensa la casalinga di Voghera. Sì, vabbè, qualcuno dirà, ma mica preferirai prendere l'autobus andare in ufficio ecc ecc? Mah, famo tre settimane e tre settimane?

Per compensare la feroce inutilità di questo post (e di tutto l'archivio), volevo scrivere qui che ho iniziato acquagym, quella cosa che fanno le vecchie nei cleb mediterranè. Durante la prima lezioni ho mentito dicendo che mi reggo a galla benissimo anche per parecchi minuti di fila senza posare i piedi a terra, che sarebbe anche vero se solo durante quei minuti tu non mi chiedi di fare sette capriole mortali, un balletto e tre verticali senza mani. Comunque ecco, lo dico senza vergogna, stavo anche annegando e ho bevuto un paio di litri di acqua però ho fatto la vaga e ho continuato imperterrita al ritmo di una canzone disco, specchiandomi e guardandomi con la cuffia in testa, cuffia di bruttezza quasi unica, e chiedendomi: perché?

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Gnegnet ha perso tempo alle 01:41 di venerdì, 09 ottobre 2009
Volevo scrivere qualcosa di sorprendentemente acume sula storia di Nano e Bindi. Ci sto pensando da ieri. Ma più ci penso, più non mi viene nulla da dire. Ecco, sulla storia di Nano e Bindi, e sul fatto che mai come adesso in Italia l'immagine pubblica della donna è sullo stesso piano della carta del twix che ho appena mangiato, non c'è niente da dire. Uno che dovrebbe dare il buon esempio al paese che governa invece fa battute da osteria, dice le stesse cose dei miei amici maschi delle medie, e se ne compiace.
Quell'altro urla zitella. Che poi be' lo sappiamo tutti di chi è anche la colpa. Che è pure nostra, per quella faccenda che ci siamo adeguate a una mentalità maschile becera. Che non abbiamo fatto nessuno sforzo. Che dopo la foga dell'utero è mio, non c'è venuto in mente nient'altro. Che parliamo solo di puppe siliconate, anzi, che ci hanno detto: guarda, le puppe siliconate! E noi: ah, s-sì. Che è vero che le mie amiche ok va bene loro sì che sono oltre, ma il resto del paese mica lo so. Secondo me ci avevano aperto il cancello, noi siamo uscite ma abbiamo sbagliato strada.
Comunque, non dimenticherò mai lo sguardo triste e allibito, ma soprattutto triste, di Rosy Bindi. E nessuno ha detto niente, più o meno nessuno. Forse un sacco di gente è ancora a bocca aperta. Spero.
Io, davvero, non so, non mi è venuto nessun post.
Mah.

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Gnegnet ha perso tempo alle 18:24 di mercoledì, 07 ottobre 2009
A Berlusco', IO GODO.


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Gnegnet ha perso tempo alle 14:40 di sabato, 03 ottobre 2009
Ho comprato Guerra e pace a luglio. Sta sulla scrivania da allora, e ogni giorno (dico, ogni giorno) lo guardo e penso: devo iniziarlo subito, c'ho proprio voglia.


Ma poi penso, nell'ordine, ogni volta (dico, ogni volta):

- se lo comincio ora, potrò leggere solo questo come minimo fino a dicembre.
- dio, non posso portarmelo sulla metro, è troppo grosso.
- poi lo so che mi tocca disegnarmi l'albero genealogico, e presa da raptus lo incollerò dentro al libro, poi lo rifarò col righello, lo colorerò, farò uno schizzo dei volti dei personaggi, ecc ecc.
- ho l'edizione bur, che non è la migliore. mi fotto un grande classico così, o compro la garzanti, che forse è meglio?
- ancora fa caldo, Guerra e pace va letto verso dicembre-gennaio.

Naturalmente ancora non l'ho iniziato.
E ringraziate che ancora non accendo e spengo la luce dieci volte prima di uscire da casa, o che non prendo solo i bus dispari terrorizzata dal pensiero che, altrimenti, la mia famiglia potrebbe morire.





In alto, Leone mostra ai suoi amici Gnegnet e Piccolo Pans lo spessore del manoscritto che ha appena concluso.

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Gnegnet ha perso tempo alle 08:43 di mercoledì, 30 settembre 2009
Ieri mi sono ricordata quando il fratello di L., che aveva dodici anni, quando io ne avevo sei mi disse come nascevano i bambini. Uhm. Vabbe' avete capito. Mi sono svegliata da poco, eh, non potete pretendere che io parli italiano.
Insomma lui è venuto da me. Io stavo giocando con dei pupazzini che andavano al tempo, una mamma pupazzina cagnolino e i figlietti pupazzini. Una cosa abominevole. Il gioco consisteva nel far svolgere a mamma pupazzo cane le sue funzioni di mamma. In effetti, non ricordo cosa le facessi fare. Suppongo cose come Forza bambini adesso andiamo a scuola, Giampiero non ti mettere le dita da cane nel naso, Fuffi non dar fastidio a tuo fratello cane. Il mio pittipittume disgustoso mi spingeva a essere una madre cane pupazzo molto severa. Durante questo sublime momento, entra questo ragazzino, che era odioso. Entra, coi suoi brufoli e la sua peluria da dodicenne ancora privo dei lobi frontali (occupati da un'immagine sgranata di puppe) e mi fa:
- Tu. Lo sai come nascono i bambini?

- No, gli ho detto io, sto giocando coi miei pupazzini!
- Nascono che lui infila il coso nella cosa (ma lui non disse cosa e coso) e poi esce il bip e questo bip (continua)(cioè volete che ve lo spieghi davvero? Ecco).
E se ne andò così, lasciandomi perplessa.


Io rimasi molto sconvolta da questa sua rudezza: come si permetteva di parlare di coso e cosa, e di infilamenti, davanti a mamma pupazzino cane? Sospettavo fosse una cosa che aveva a che fare col mondo dei maschi, quegli stessi maschi che a scuola ti tiravano le palline di carta dopo essersele messe in bocca per compattarle con la saliva. Lo guardai asburgica, volevo quasi denunciarlo.

La cosa che mi sono ricordata ieri è che io, questa informazione come dire, fondamentale? non la assimilai almeno fino a nove anni. A nove anni ebbi la visione interna, si squarciò il velo, mai più mamma pupazzina, capii tutto. Da quel giorno mi rode il culo. Secondo me c'è un collegamento.


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Gnegnet ha perso tempo alle 01:12 di giovedì, 17 settembre 2009
Il pittore che è venuto a imbiancare casa avrà un cinquant'anni, e cinque figli venuti al mondo come conigli, e una moglie, e delle scarpe da lavoro. Altezza uno e ottanta, puzza di sudore quanto basta, corpaccione. Allora l'altro pomeriggio fa a mio padre (mentre si trovava sulla scala, molto in alto): niente, mi gira un po' la testa. Oh, e come mai, dice mio padre, stia attento. Niente, ho deciso che non voglio mangiare per qualche giorno, così dimagrisco.
Mio padre, palesemente sconvolto, ha cercato di convincerlo che no, non è il metodo giusto, che lui ha cinque figli, una moglie, i conigli, ecc ecc. Ma come, ma cosa dice, ma deve mangiare, potrebbe cadere dalla scala. No, no, un caffè magari sì, grazie.
Ora mio padre ogni due minuti entra nella stanza e gli chiede se vuole un panino, una frittatina, una pasta. Ma lui dice sempre no.
Io, ve lo dico, credo siano i segni dell'apocalisse, e anche qui ecc ecc.


 

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Gnegnet ha perso tempo alle 19:30 di lunedì, 14 settembre 2009
- qui è sempre molto silenzioso, anche se la camera da letto è proprio sopra il motore della centrale dell'acqua quella centrale l'unica della città. Capito?
- sì.

- questa tutta ristrutturata da un professore di architettura dell'università di topolinia.
- sì, be' è carina, si vede che lo spazio è stat...
- stia attenta cazzo, ha calpestato il piatto doccia!
- ah, ma siamo in cucina.
- è una cosa moderna.

- salve volevo informazioni su questa casa a via dello scaracchio, mi dice il prezzo?
- siamo scesi a cinquanta euro.
- ah, sull'annuncio c'era scritto di più.
- sì, ma... ah no aspetti, mi dicono 40 euro ora... no, 35... 30!
- ma aspetti, per cazo si affaccia sulla sopraelevata?
- sì, ma ha i doppi vetri.
- tu tu tu tu

- salve volevo saper...
- è un seminterrato, ma molto delizioso.
- mettitelo nel culo.

- e poi ecco il letto.
- è un'amaca!
- sì, ma deliziosa.


- salve volevo sapere dov'era la sòla nell'annuncio per questo appartamento molto grazioso e luminoso. com'è che costa così poco?
- ma lei è di un'agenzia?
- no no, sono un privato, sono interessata.
- è sicura?
- gristo, sì.
- perché quelli di tecnocasa mi perseguitano.
- lo so, ma stia tranquillo, sono un privato.
- bene. Mi chiami Franz. è un nome in codice, ma al telefono non dico il mio nome vero per via di tecnocasa.
- capisco. si tolga almeno la patata dalla bocca.
- va bene.













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Gnegnet ha perso tempo alle 02:18 di martedì, 08 settembre 2009
- Su Tecnocasa ci sono un sacco di refusi, quasi come su questo blog.
- La mia lettura al cesso è sempre Michele Serra.
- Mi avete consigliato Eureka Street, a me non sembra questo gran capolavoro. Che cazzo vi consigliate, diobono. Ma sto a pagina cento (da un mese, sì).
- La gente che smette di fumare e poi ti trivella i maroni io la odio.
- Mia madre ha smesso di fumare eppure non trivella i maroni.
- Anche mio padre.
- Aspetto natale con ansia per regalarmi cose costose.
- Il resto dell'anno mi compro solo la tessera dell'autobus e le sigarette.
- Ho detto a Pans che riconsegnavo io i libri in biblioteca e invece non l'ho fatto e adesso anche lui è in ritardo sulla consegna e ci arresteranno! Mi sento tanto Charlie Brown quando perde il libro della biblioteca e ha tantissima paura ogni volta che squilla il telefono.
- Scusami Pans.
- Io non ho mai paura delle ire della gente, ma quando si arrabbiano Pans,  la bibliotecaria, mio padre e la mia dentista ho sempre molta molta paura.
- Anche quando mi sgridava Adele, la maestra delle elementari.
- (Soprattutto quando in un tema ho scritto che mia madre era in cinta).
- Che era zitella e non si truccava mai, allora una volta la mamma di una mia amichetta le disse Adele, truccati, curati, e Adele venne in classe il giorno dopo truccata da mostro, con l'ombretto azzurro antonellaclerici, e i capelli piastrati con le punte all'insù, e alcuni bambini si pisciarono sotto dalle risate.
- E Adele da quel giorno mai più si truccò.



 



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Gnegnet ha perso tempo alle 18:59 di domenica, 06 settembre 2009
Ho visto Videocracy. Fa abbastanza schifo, però vabbè, si può vedere, anche per evitare di dimenticare l'assurdità nella quale siamo immersi (culturalmente, politicamente, e tutti i -mente che vi vengono in mente). Comunque ci sono scene forti: Lele Mora che sbadiglia suino sul suo letto tutto bianco, Lele Mora che ci fa ascoltare fiero le canzoni fasciste sul suo telefonino, Lele Mora circondato da giovani tronisti depilati oliati col tanga e i tatuaggi e le ciabatte che si fanno la doccia e cantano Baglioni (era Baglioni? Vabbè una cosa che ci sta bene con l'olio e il tanga, fate conto). Poi si vede il pene di Fabrizio Corona, anzi per l'esattezza Fabrizio Corona che si smucina il pene sotto la doccia, ma questo non lo so benissimo perché mi sono coperta la faccia, cosa che non facevo dai temi dell'Enigmista (che se mi chiedi com'è, non lo so, avevo le mani davanti alla faccia).
Niente poi si vede Banana che ridacchia, e vari altri spezzoni di tv puppona. Il commento non aggiunge nulla a quello che già sapevo. Sei meno.
In sala, la gente rideva (risate nervose) e ogni volta che compariva Corona si sentivano versi di disgusto da parte delle donne (lo sottolineo: versi di disgusto). Poi ogni tanto quello dietro di me esclamava:
- tutto vero, capito, tutto vero.
- no, perché magari uno pensa che non è vero, invece no.
- BUFFONI
- ho la gastrite.
- uccidimi.

Lo capisco.

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Stai sempre a cianciare


!?!

Stavi sempre a cianciare


Linc

Altre baggianate

Cucù