La giornata era già iniziata male, con la notizia sconvolgente di ruppy il cagnetto fosforescente che stamattina mi aveva gettato nella disperazione: vi rendete conto? Ruppy, il piccolo cagnetto freak, solo al mondo, minuscolo e presto schifato da tutti, che finirà sicuramente sbranato da qualche cazzo di pastore tedesco che di notte se lo vedrà spuntare davanti con quel naso a patata illuminato, oppure morirà di una qualche strana malattia che colpisce solo i cani fluorescenti. Insomma mi ero tanto riconosciuta in ruppy, freak senza consapevolezza di essere freak, freak per colpa degli altri, con una caratteristica fisica all'avanguardia ma francamente inutile. Poi oggi pomeriggio mi sono trascinata a lavoro, sulla metro stavo per svenire causa raffreddore e qualche linea di febbre, e così, per vestire completamente i panni della povera vittima sola al mondo, malvoluta e abbandonata da tutti (come ruppy, tra poco) ho deciso di non pranzare, per poi potermi lamentare senza posa.
Ma verso le sette di sera mi stavo sentendo male, allora ho comprato sedici etti di pizzette rosse e una teglia di rustici e li ho mangiati ungendo ben bene tutti i fogli (miei e degli altri). Ho comprato anche le caramelle al miele, per poterle succhiare con sguardo mesto, fare la tosse finta e poi venir compatita dagli altri.
Comunque niente, ora sono qui, da sola col mio caffè ormai quasi freddo, coi calzini sopra i pantaloni del pigiama, gli occhi a pagnottella e il naso tuppato.
No davvero ma va tutto bene, davvero, quella che ho nell'occhio è solo una bruschetta.
Vieni Ruppy, andiamo.