Stamattina la giornata era iniziata anche bene: avevo fatto colazione al mio bar preferito (non ho un bar preferito, ma secondo me fa figo dirlo), ero arrivata al non lavoro in tempo per potermi sedere e non essere subito inondata di richieste come Non so fare il segno di spunta su excel, me lo fai tu?
E insomma tutto bene, batti cinque amico.
Poi ho visto quelle foto su repubblica.it. Un cazzo di senso di angoscia, che non avete idea. Minchia, che impressione. Basita rimasi.
Volete, o voi lettori, ch’io apra un dibattito sull’inopportunità di riesumare un corpo e spalmarlo di cera ed esporlo a pubblica adorazione? Anche no.
Però queste file enormi di persone che fanno la fotina col cellulare al cadavere, bambini che baciano la teca, vecchie che svengono, ragazze alla prima mestruazione portate lì davanti per la benedizione secondo me sono interessantissime. Ora qualcuno dirà: non mancare di rispetto a chi veramente vuol bene al vecchio mago col saio, io dico no, ma infatti, massimo rispetto. Solo che secondo me andrete tutti all'inferno.
Però, eh.
Poi mi sono ripresa, poco dopo, grazie alla scoperta dell'e-store (notare il linguaggio ggiovane dei frati benedettini o cappuccini o francescani, ora mi sfugge) e di tanti oggettini deliziossissimi e per niente lugubri come il pinnone-candela da utilizzare nelle serate intime col tuo lui, quando vuoi fargli capire chi sei davvero, e i portachiavi in vera pelle di Padre Pio. A me piace il rosso.
Dico solo due parole, poi chi vuole capire capisce: il sette luglio è il mio compleanno. Eh.