Gnegnet ha perso tempo alle 19:17 di martedì, 22 aprile 2008


Solo Arcibaldo,

il mio maggiordomo,

era rimasto al mio fianco.

Dopo tanti anni vissuti insieme, mi disse, io ero la sua famiglia.


Rat-Man: Grazie Arci, ma non voglio essere imparentato con un servo.



Caro Leo Ortolani,

ti scrivo per dirti che stamattina sull’autobus ero molto stanca ma mi sono subito ripresa col tuo Rat-Man. Mi fa tanto ridere, anche tu sei demente come me, come noi. Egli è il mio indiscusso eroe.
Le persone sulla mia stessa linea della demenza le capisco subito e vorrei immediatamente diventarci amica. Andiamo a prenderci un caffè, facciamo baldoria.
In realtà, le persone che riescono a farmi ridere sono sempre persone molto intelligenti e spesso anche un po’ depresse. Ora, magari non è il tuo caso, però boh. Sei depresso?
La sai la vecchia storia di Mastroianni, che faceva il coglione ma era anche depresso, e di Totò, che faceva il cretino ed era depressissimo, e di Remo Remotti che faceva Freud e mi fa sbellicare ma che nella vita è stato in manicomio?
Anche Bisio, una volta l’ho visto in una trasmissione con abatantuoMo e non sai quanto era triste, quanto era giù. Che poi, Bisio anche basta.
Abatantuono invece è cretino anche nel privato, sicuro. Lui mi faceva ridere prima, ora di meno. Però ecco, come uomo proprio mi piace un sacco. Alto, un po’ peloso, colla pansa.
MM.
Scusa, ho divagato.

Caro Leo, tu ora penserai: ma chi cazzo è questa? Niente, così, volevo scriverti, e dirti che mi fai ridere, e chiederti se per te  è meglio una sostenibile leggerezza dell'essere o una pesantissima consapevolezza di sé.

Con affetto non depresso ma allegro,

Gnegna

                      

                                                                   



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