Gnegnet ha perso tempo alle 22:24 di giovedì, 17 aprile 2008
Per il 21 devo aver finito questo saggio su 'sto tipo pazzo che tagliava i racconti a Carver (il nome no, perché poi sapete no arriva qui e mi denuncia)(è ancora vivo).
Mi metto seduta al computer alle due, alle otto e mezzo il file word appositamente aperto e rinominato Io_Saggio.doc è bianco come le chiappe di nicole kidman. Il blocco del non scrittore. Una marea di informazioni, un caos di articoli e descrizioni di seminari sulla scrittura creativa.
Un consiglio di questo qui era Non usare il pompino alla fine (del racconto), ma all'inzio.
Stupisci, fai rimanere a bocca aperta.
Eh minchia, lo dici a me lo dici.

Questo credo abbia venduto in tutto due, forse tre libri in tutta la sua vita. Era pazzo e la gente sveniva durante i suoi workshop. Aveva la psoriasi e si vestiva da indiana jones. Proibiva agli studenti di andare a fare la pipì, e la gente si pisciava sotto. (cioè, che la gente si pisciasse sotto l'ho dedotto io, non l'ho letto da nessuna parte, ehm).
Io non ho letto nulla di lui, perché in Italia nessuno l'ha mai tradotto e anche in inglese i suoi libri non si trovano.
Io oggi ho preso 45 caffè.
La mia compagna di saggio, quella che sta nel gruppo con me, è ansiosa come sette Gnegnet messe insieme e ci scambiamo email deliranti tipo: se mi dici che sei tranquilla, sono tranquilla anche io.
Io riesco a mentire benissimo e le scrivo cose come Non sai cosa sta venendo fuori, roba che scotta!Altro che watergate! con un piglio così sciolto che dovrebbe quantomeno insospettirla.

Ieri il tipo che ci correggeva le esercitazioni passate, al corso, ci ha sputato in faccia urlando che scriviamo da fare pena ai cani e che rimarremo disoccupati a vita e che nemmeno la redazione di Cioè ci prenderebbe a lavorare.
Ha corretto riga per riga i lavori, lanciandoci addosso i pennaroni della lavagna e ridendo come un matto ogni stronzata che leggeva.
Io, per l'ansia che prendesse il mio lavoro, mi sono accucciata sotto la sedia e ho iniziato a pregare la madonnina.
Non l'ha tirato fuori, però, il mio. Ora, qualcuno dice: perché era ben fatto.
Secondo me nemmeno lo aveva portato perché il giorno prima, a casa, dopo averlo letto, l'aveva usato come base per la lettiera del gatto.

Torno a leggere.
Diocaprino.  


                            

In alto, Gnegnet e compagna di corso scrivono il pezzo della loro vita.

Categorie del post: davvero eh |commenti (15)

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