Gnegnet ha perso tempo alle 23:50 di lunedì, 26 ottobre 2009
Oh, nessuno lo avrebbe mai creso (soprattutto pans, che quello si ricorda i giorni in cui devo andarci e mi dice oh domani è lunedì, gettandomi così nell'ansia), ma sto andando con regolarità ad acquaginnastica. praticamente è bello, anche se l'insegnante mi guarda male perché ogni volta che devo fare gli esercizi senza toccare continuo ad affogare, allora ogni tanto appoggio una gamba e lei dice hai appoggiato la gamba? io no no, invece non è vero! L'ho appoggiata! Ma che cazzo, non sono mica udinì, abbella. L'unica cosa è che per terra nello spogliatoio ci sono i capelli, e io quando vedo dei capelli vomito, e mi sono fatta tutto un film che andavo dal capo della palestra e gli dicevo senti che schifo ci sono i capelli, e lui mi cacciava. Che poi nessuno a me pare si schifi per i capelli. sarà quella faccenda del pittipittume, non so. Ah poi oggi mi sono scordata le mutande e sono tornata a casa senza (mi vergognavo anche se nessuno avrebbe mai potuto notarlo)(diomio, spero) ma forse questo ecco, non dovevo dirlo.
Ma passiamo ad altro.
Volevo dirvi la ricetta della torta amica carota. Oggi ho fatto l'apple crumble ma devo ancora perfezionarlo, quindi dovete aspettare. Questa torta alle carote è buona, puoi fare finta che è dietetica (non è vero, c'è il burro, lo strutto e i teschi di morto) e rifilarla ai vegetariani/obesi/mangiatori light (omettendo gli ingredienti).
Cosa vi serve:
- 3 etti di carote
- 3 uova intere
- mezzo bicchiere di olio di semi
- 200 g di zucchero
- 250 di farina
- 60 g di mandorle tritate per l'impasto
- mezzo limone
- una bustina di vanillina
- una di lievito
- pizzico di sale
- granella di mandorle per decorarla
- miele
(ancora? no, no, ho finito)
Come si fa:
è 'na cazzata! Allora. Lava le carote, puliscile, tagliale a julienne,corte. Mettile in una terrina e lasciale lì, non si offenderanno. Poi procedi come quando fai il classico ciambellons: in un'altra terrina metti lo zucchero e i tuorli e gira col frullino. A questo punto mi preme dire che odio quelli che nei siti di ricette ti dicono butta tutto nel mixer, imburra la teglia e inforna. Ma come butta tutto... io... a me piace usare il frullino... ma allora così so' bboni tutti... no il tritatutto no! Insomma voi invece dovete frullinare, perché io non ho il tritacoso. Poi setacciate la farina (se non la setacciate viene male, la dovete setacciare) e mettere nel composto di zucchero e uova. Gira, gira. Rifrullina. Aggiungi l'olio, la vanillina e il lievito. Gratta il limone (prima lavalo, altrimenti ti viene la mononucleosi!). Rifrullina. A parte, montate a neve gli albumi con un micropizzico di sale. Incorpora al primo impasto. Gira. Se rifrullini subito, ti schizza addosso la qualsiasi e poi puzzi di uovo. Aggiungi le carote e le mandorle. Integlia (cosa?) in una teglia imburrata. Forno a 180° per 40 minuti circa, se avete un forno potente, altrimenti un'ora e intanto vi leggete Guerra e pace in allegria.
Quando è pronta, dopo che avete aperto il forno settundici volte e controllato con lo stuzzicadenti quello lungo da spiedino, sfornate e lasciate freddare un momento. Poi spalmate un cucchiaino di miele sulla superficie e polverucolatela con le mandorle tritate rimaste (ve lo avevo detto che dovevano essere due mucchietti, no?). Poi fate freddare e mangiate. Sembrerà una grande camilla, ma senza i conservanti.
Consiglio:
molti mi scrivono, prima ancora di leggere il post eh, e mi chiedono come vanno tagliate le carote per fare questa torta. Guarda, all'inizio io anche avevo paura di mettere delle carote in una torta, invece la scienza culinaria sa il fatto suo. Le carote si ammosciano e sputano acqua, quindi nella torta si scioglieranno. Voi tagliatele a julienne sottili e non lunghissime, che quelle poi lo sanno come devono fare.
Gnegnet ha perso tempo alle 21:52 di martedì, 20 ottobre 2009
Chi (chi?) all'idea di lavorare da casa non guarderebbe il cielo con occhi sognanti, chi all'idea di non avere sveglie naziste al mattino non direbbe: datemi una penna che firmo col mio stesso proprio sangue? Tipo io. Certe volte lavoro lunghi periodi da casa, questo quando non sono disoccupata, intendo. Lavorare da casa all'inizio è bello. Saltelli firulìllando da una stanza all'altra, alle 16.00 sei ancora in pigiama di flanella e vestagliaccia, fumi senza sosta, mangi quando vuoi, puoi addirittura permetterti, che ne so, di lavarti i capelli durante la pausa pranzo. Sì, all'inizio ti godi quelle calde ore serali quando nel tepore del piumone pensi: ma lo sai che c'è, io leggo fino alle quattro tanto sticazzi se domani mi sveglio dieci minuti dopo, poi recupero la sera. Sì, certo. Ma il lavoratore casalingo non è quasi mai a conoscenza, durante il primo periodo, delle insidie che invece una casalinga di voghera sa già da tempo. Ad esempio se ti viene un periodo no, sono cazzi tuoi. Il periodo no è quel periodo di sindrome premestruale perenne 24 h non stop, durante il quale sei nervoso agitato deconcentrato stufo stanco della vita incazzato annoiato e avresti solo bisogno di contatto umano, di calore, di parlare di depilazione, di fare una battuta su repubblica.it. Allora chiami l'amico e gli dici Oh, vieni a pranzo, e l'amico viene, ma se l'amico può permettersi di venire a pranzo significa, molto probabilmente, che è disoccupato, quindi niente repubblica.it e no depilazione ma solo birillate sulle palle e lacrime e disperazione e narrazioni angoscianti. Oppure, ci sono quei giorni che dici no vabbè, ma oggi però mi alzo mi vesto scendo faccio colazione al bar poi a pranzo vado a fare acquagym (ah, poi vi devo parlare di acquagym. State tranquilli, non penso che resisterò più di due mesi, poi ritorno normale eh!). Soprattutto mi vesto, eh, Gnè. Invece poi ti alzi apri le finestre e dici Fa freddo, e allora via di vestaglia di flanella e via di bialetti e via di acquagym alle 20.10.
Che poi, sono tre settimane che faccio questa vita e già sono insofferente. Pensa la casalinga di Voghera. Sì, vabbè, qualcuno dirà, ma mica preferirai prendere l'autobus andare in ufficio ecc ecc? Mah, famo tre settimane e tre settimane?
Per compensare la feroce inutilità di questo post (e di tutto l'archivio), volevo scrivere qui che ho iniziato acquagym, quella cosa che fanno le vecchie nei cleb mediterranè. Durante la prima lezioni ho mentito dicendo che mi reggo a galla benissimo anche per parecchi minuti di fila senza posare i piedi a terra, che sarebbe anche vero se solo durante quei minuti tu non mi chiedi di fare sette capriole mortali, un balletto e tre verticali senza mani. Comunque ecco, lo dico senza vergogna, stavo anche annegando e ho bevuto un paio di litri di acqua però ho fatto la vaga e ho continuato imperterrita al ritmo di una canzone disco, specchiandomi e guardandomi con la cuffia in testa, cuffia di bruttezza quasi unica, e chiedendomi: perché?
Gnegnet ha perso tempo alle 23:40 di lunedì, 12 ottobre 2009
Siccome sono 12 ore che sono al computer per dovere, ho ben pensato di fare 13 e pensare al piacere. Piacere? Vabbè, avete capito. Non ho nulla di particolare da dire, se non che stamattina ho scoperto che c'è tutta una parte della rete eccitata per la storia di simona ventura con o senza mutande, che pare che durante un suo programma si sia un po' vista la fiocchella ma non si capisce se è una fiocchella o se sono mutande color fiocchella allora lei indignata ha risposto Senza mutande io? In televisione le porto sempre.
Mi sono molto interrogata su questa risposta, che risposta è? Ma anche che domanda è? Ma chi è simona ventura? A me simona ventura mi fa schifo, lo stesso tipo di schifo che mi fanno dolce&gabbano, lapo, quello che presenta i materassi che è decaduto ma negli anni Ottanta era semi-famoso (nome formattato), maurizio costanzo, le veline, il regista di Striscia la notizia, tuti quelli che presentano Striscia la notizia, tutti quelli a cui piace Striscia la notizia. Come fai a vedere Striscia la notizia? Il gabibbo esiste ancora? Il gabibbo è una di quelle invenzioni sfortunate che palesemente dovevano durare solo una settimana, invece se lo so' trascinato per anni, non se ne può più.
Perché esistono diversi tipi di schifi. Ad esempio, io odio bred pitt e angelina joli. Mi stanno sul culo fortemente, loro e quel circo barnum finto alternativo che si portano appresso. però non li odio come odio simona ventura. Poi c'è l'odio per Nano, anna la rosa, bruno vespa, barbara berlusconi, socci, belpietro, ecc ecc ecc. Ecc. Questo è altro tipo d'odio.
Poi ci sono gli odi miei personali condivisi da poche persone, o che comunque non sono motivati da qualcosa di lampantemente (ehhh?) oggettivo. Ad esempio, mi stanno sul cazzo madonna, gli u2, chiambretti, quella coi capelli lisci neri che fa la pubblicità del crodino, intimissimi, come azienda proprio, il ramarro verde sulla scatola dei sofficini. Non mi sta sul cazzo beionsè, non mi sta sul cazzo maurisa laurito, arbore un po' sì, frassica no, cacao meravigliao la so tutta a memoria.
ad esempio a me uolter ueltroni mi sta simpatico, non riesco ad odiarlo. nello stesso tipo di simpatica di uolter rientrano, ma a livelli molto molto più elevati: piero angela, guzzanti, leo ortolani, d.f. wallace, il mio professore di greco del liceo a.d.c. (più elevati, ho detto).
Poi ci sono tanti altri sentimenti, tante altre sfumature, ci sono quelli che mi fanno pena tenerosa: giovanotti nel corso degli anni non ha mai abbandonato il primo posto di questa lista, un giorno di questi gli spedisco un trofeo - un enorme mano che fa pat pat - e sotto ci scrivo primo premio di tutti i tempi della vita di Gnegnis come personaggio che suscita in lei la pena tenerosa, che non è una cosa offensiva, cioè forse un po' sì, ma comunque è sempre un premio.
Ma la persona che mi sta sicuramente più simpatica e che sicuramente non odio è pans quando ha gli attacchi di caviglia ballerina e cade in continuazione e dà la colpa del suo deficit motorio alle scarpe con la suola liscia, e cade e ricade e tutti i passanti lo scherzano.
[Vuoi mettere pans con simona ventura? Tzè.]
Gnegnet ha perso tempo alle 01:41 di venerdì, 09 ottobre 2009
Volevo scrivere qualcosa di sorprendentemente acume sula storia di Nano e Bindi. Ci sto pensando da ieri. Ma più ci penso, più non mi viene nulla da dire. Ecco, sulla storia di Nano e Bindi, e sul fatto che mai come adesso in Italia l'immagine pubblica della donna è sullo stesso piano della carta del twix che ho appena mangiato, non c'è niente da dire. Uno che dovrebbe dare il buon esempio al paese che governa invece fa battute da osteria, dice le stesse cose dei miei amici maschi delle medie, e se ne compiace.
Quell'altro urla zitella. Che poi be' lo sappiamo tutti di chi è anche la colpa. Che è pure nostra, per quella faccenda che ci siamo adeguate a una mentalità maschile becera. Che non abbiamo fatto nessuno sforzo. Che dopo la foga dell'utero è mio, non c'è venuto in mente nient'altro. Che parliamo solo di puppe siliconate, anzi, che ci hanno detto: guarda, le puppe siliconate! E noi: ah, s-sì. Che è vero che le mie amiche ok va bene loro sì che sono oltre, ma il resto del paese mica lo so. Secondo me ci avevano aperto il cancello, noi siamo uscite ma abbiamo sbagliato strada.
Comunque, non dimenticherò mai lo sguardo triste e allibito, ma soprattutto triste, di Rosy Bindi. E nessuno ha detto niente, più o meno nessuno. Forse un sacco di gente è ancora a bocca aperta. Spero.
Io, davvero, non so, non mi è venuto nessun post.
Mah.
Gnegnet ha perso tempo alle 18:24 di mercoledì, 07 ottobre 2009
Gnegnet ha perso tempo alle 14:40 di sabato, 03 ottobre 2009
Ho comprato Guerra e pace a luglio. Sta sulla scrivania da allora, e ogni giorno (dico, ogni giorno) lo guardo e penso: devo iniziarlo subito, c'ho proprio voglia.
Ma poi penso, nell'ordine, ogni volta (dico, ogni volta):
- se lo comincio ora, potrò leggere solo questo come minimo fino a dicembre.
- dio, non posso portarmelo sulla metro, è troppo grosso.
- poi lo so che mi tocca disegnarmi l'albero genealogico, e presa da raptus lo incollerò dentro al libro, poi lo rifarò col righello, lo colorerò, farò uno schizzo dei volti dei personaggi, ecc ecc.
- ho l'edizione bur, che non è la migliore. mi fotto un grande classico così, o compro la garzanti, che forse è meglio?
- ancora fa caldo, Guerra e pace va letto verso dicembre-gennaio.
Naturalmente ancora non l'ho iniziato.
E ringraziate che ancora non accendo e spengo la luce dieci volte prima di uscire da casa, o che non prendo solo i bus dispari terrorizzata dal pensiero che, altrimenti, la mia famiglia potrebbe morire.
In alto, Leone mostra ai suoi amici Gnegnet e Piccolo Pans lo spessore del manoscritto che ha appena concluso.