Gnegnet ha perso tempo alle 08:43 di mercoledì, 30 settembre 2009
Ieri mi sono ricordata quando il fratello di L., che aveva dodici anni, quando io ne avevo sei mi disse come nascevano i bambini. Uhm. Vabbe' avete capito. Mi sono svegliata da poco, eh, non potete pretendere che io parli italiano.
Insomma lui è venuto da me. Io stavo giocando con dei pupazzini che andavano al tempo, una mamma pupazzina cagnolino e i figlietti pupazzini. Una cosa abominevole. Il gioco consisteva nel far svolgere a mamma pupazzo cane le sue funzioni di mamma. In effetti, non ricordo cosa le facessi fare. Suppongo cose come Forza bambini adesso andiamo a scuola, Giampiero non ti mettere le dita da cane nel naso, Fuffi non dar fastidio a tuo fratello cane. Il mio pittipittume disgustoso mi spingeva a essere una madre cane pupazzo molto severa. Durante questo sublime momento, entra questo ragazzino, che era odioso. Entra, coi suoi brufoli e la sua peluria da dodicenne ancora privo dei lobi frontali (occupati da un'immagine sgranata di puppe) e mi fa:
- Tu. Lo sai come nascono i bambini?

- No, gli ho detto io, sto giocando coi miei pupazzini!
- Nascono che lui infila il coso nella cosa (ma lui non disse cosa e coso) e poi esce il bip e questo bip (continua)(cioè volete che ve lo spieghi davvero? Ecco).
E se ne andò così, lasciandomi perplessa.


Io rimasi molto sconvolta da questa sua rudezza: come si permetteva di parlare di coso e cosa, e di infilamenti, davanti a mamma pupazzino cane? Sospettavo fosse una cosa che aveva a che fare col mondo dei maschi, quegli stessi maschi che a scuola ti tiravano le palline di carta dopo essersele messe in bocca per compattarle con la saliva. Lo guardai asburgica, volevo quasi denunciarlo.

La cosa che mi sono ricordata ieri è che io, questa informazione come dire, fondamentale? non la assimilai almeno fino a nove anni. A nove anni ebbi la visione interna, si squarciò il velo, mai più mamma pupazzina, capii tutto. Da quel giorno mi rode il culo. Secondo me c'è un collegamento.


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Gnegnet ha perso tempo alle 13:09 di venerdì, 18 settembre 2009


(Mario Dondero, Emigrati italiani chez Victor, 1959)

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Gnegnet ha perso tempo alle 01:12 di giovedì, 17 settembre 2009
Il pittore che è venuto a imbiancare casa avrà un cinquant'anni, e cinque figli venuti al mondo come conigli, e una moglie, e delle scarpe da lavoro. Altezza uno e ottanta, puzza di sudore quanto basta, corpaccione. Allora l'altro pomeriggio fa a mio padre (mentre si trovava sulla scala, molto in alto): niente, mi gira un po' la testa. Oh, e come mai, dice mio padre, stia attento. Niente, ho deciso che non voglio mangiare per qualche giorno, così dimagrisco.
Mio padre, palesemente sconvolto, ha cercato di convincerlo che no, non è il metodo giusto, che lui ha cinque figli, una moglie, i conigli, ecc ecc. Ma come, ma cosa dice, ma deve mangiare, potrebbe cadere dalla scala. No, no, un caffè magari sì, grazie.
Ora mio padre ogni due minuti entra nella stanza e gli chiede se vuole un panino, una frittatina, una pasta. Ma lui dice sempre no.
Io, ve lo dico, credo siano i segni dell'apocalisse, e anche qui ecc ecc.


 

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Gnegnet ha perso tempo alle 19:30 di lunedì, 14 settembre 2009
- qui è sempre molto silenzioso, anche se la camera da letto è proprio sopra il motore della centrale dell'acqua quella centrale l'unica della città. Capito?
- sì.

- questa tutta ristrutturata da un professore di architettura dell'università di topolinia.
- sì, be' è carina, si vede che lo spazio è stat...
- stia attenta cazzo, ha calpestato il piatto doccia!
- ah, ma siamo in cucina.
- è una cosa moderna.

- salve volevo informazioni su questa casa a via dello scaracchio, mi dice il prezzo?
- siamo scesi a cinquanta euro.
- ah, sull'annuncio c'era scritto di più.
- sì, ma... ah no aspetti, mi dicono 40 euro ora... no, 35... 30!
- ma aspetti, per cazo si affaccia sulla sopraelevata?
- sì, ma ha i doppi vetri.
- tu tu tu tu

- salve volevo saper...
- è un seminterrato, ma molto delizioso.
- mettitelo nel culo.

- e poi ecco il letto.
- è un'amaca!
- sì, ma deliziosa.


- salve volevo sapere dov'era la sòla nell'annuncio per questo appartamento molto grazioso e luminoso. com'è che costa così poco?
- ma lei è di un'agenzia?
- no no, sono un privato, sono interessata.
- è sicura?
- gristo, sì.
- perché quelli di tecnocasa mi perseguitano.
- lo so, ma stia tranquillo, sono un privato.
- bene. Mi chiami Franz. è un nome in codice, ma al telefono non dico il mio nome vero per via di tecnocasa.
- capisco. si tolga almeno la patata dalla bocca.
- va bene.













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Gnegnet ha perso tempo alle 02:18 di martedì, 08 settembre 2009
- Su Tecnocasa ci sono un sacco di refusi, quasi come su questo blog.
- La mia lettura al cesso è sempre Michele Serra.
- Mi avete consigliato Eureka Street, a me non sembra questo gran capolavoro. Che cazzo vi consigliate, diobono. Ma sto a pagina cento (da un mese, sì).
- La gente che smette di fumare e poi ti trivella i maroni io la odio.
- Mia madre ha smesso di fumare eppure non trivella i maroni.
- Anche mio padre.
- Aspetto natale con ansia per regalarmi cose costose.
- Il resto dell'anno mi compro solo la tessera dell'autobus e le sigarette.
- Ho detto a Pans che riconsegnavo io i libri in biblioteca e invece non l'ho fatto e adesso anche lui è in ritardo sulla consegna e ci arresteranno! Mi sento tanto Charlie Brown quando perde il libro della biblioteca e ha tantissima paura ogni volta che squilla il telefono.
- Scusami Pans.
- Io non ho mai paura delle ire della gente, ma quando si arrabbiano Pans,  la bibliotecaria, mio padre e la mia dentista ho sempre molta molta paura.
- Anche quando mi sgridava Adele, la maestra delle elementari.
- (Soprattutto quando in un tema ho scritto che mia madre era in cinta).
- Che era zitella e non si truccava mai, allora una volta la mamma di una mia amichetta le disse Adele, truccati, curati, e Adele venne in classe il giorno dopo truccata da mostro, con l'ombretto azzurro antonellaclerici, e i capelli piastrati con le punte all'insù, e alcuni bambini si pisciarono sotto dalle risate.
- E Adele da quel giorno mai più si truccò.



 



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Gnegnet ha perso tempo alle 18:59 di domenica, 06 settembre 2009
Ho visto Videocracy. Fa abbastanza schifo, però vabbè, si può vedere, anche per evitare di dimenticare l'assurdità nella quale siamo immersi (culturalmente, politicamente, e tutti i -mente che vi vengono in mente). Comunque ci sono scene forti: Lele Mora che sbadiglia suino sul suo letto tutto bianco, Lele Mora che ci fa ascoltare fiero le canzoni fasciste sul suo telefonino, Lele Mora circondato da giovani tronisti depilati oliati col tanga e i tatuaggi e le ciabatte che si fanno la doccia e cantano Baglioni (era Baglioni? Vabbè una cosa che ci sta bene con l'olio e il tanga, fate conto). Poi si vede il pene di Fabrizio Corona, anzi per l'esattezza Fabrizio Corona che si smucina il pene sotto la doccia, ma questo non lo so benissimo perché mi sono coperta la faccia, cosa che non facevo dai temi dell'Enigmista (che se mi chiedi com'è, non lo so, avevo le mani davanti alla faccia).
Niente poi si vede Banana che ridacchia, e vari altri spezzoni di tv puppona. Il commento non aggiunge nulla a quello che già sapevo. Sei meno.
In sala, la gente rideva (risate nervose) e ogni volta che compariva Corona si sentivano versi di disgusto da parte delle donne (lo sottolineo: versi di disgusto). Poi ogni tanto quello dietro di me esclamava:
- tutto vero, capito, tutto vero.
- no, perché magari uno pensa che non è vero, invece no.
- BUFFONI
- ho la gastrite.
- uccidimi.

Lo capisco.

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Gnegnet ha perso tempo alle 02:07 di sabato, 05 settembre 2009
- Luisa?
- Luisaaa? Ti rendo conto dell'orrore?
- Secondo me è carino.
- A me per un maschio Pietro.
- Cooosa?
- ...
- Che è?
- No, dico, è il nome più bello del mondo.
- No, Pietro può solo fare il meccanico.
- Embè? Perché che c'ha un meccanico?
- Vabbè, è brutto.
- Pietro ti dà l'idea della forza, della tradizione, ma non in senso onore famiglia patria, in senso tradizione come stabilità. Una persona semplice ma interiormente ricca.
- No.
- Vabbè per una femmina io voto Irene.
- Irene pensi subito a imene.
- Io veramente no, forse ci pensi tu. Ha anche un bel significato.
- Non lo so, ho fatto lo scientifico.
- Dimmi un nome bello di qualche grande personaggio.
- Baruch come Spinoza.
- In effetti è carino.
- Hai visto.
- Ma fino a 35 anni non saprà pronunciare il suo nome.
- Già.
- Io non posso accettare Federica, a causa di una mia compagna delle medie secchiona e stronza.
- No no, Federica io penso alla mano amica.
- Anna? Anna è arioso.
- Anna no, mi ricorda la stronza.
- Che palle. Cerca di non collegare i nomi alle persone, altrimenti ti fotti i nomi belli!
- Maria.
- Certo, come no. A questo punto allora perché non Gesù. Io continuo a votare, se è maschio, per Lorenzo.
- No. Lorenzo era un amichetto mio dell'asilo che a carnevale una volta mi ha spruzzato la schiuma addosso.
- Non se ne esce.

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Gnegnet ha perso tempo alle 22:18 di martedì, 01 settembre 2009
Stamattina combo micidiale (diiio, quanto odio la parola combo)(quasi quanto quoto, e LOL, e stralol): tre ore di sonno più avvelenamento da alcol. Sì, perché dovete sapere che ieri ho bevuto due bicchieri di vino bianco e una birra piccola - spalmati su tutto il pomeriggio e la sera, eh, non tutti insieme in un cocktail - e oggi era come se avessi bevuto una tanica di vodka lissia. Questo perché sono due mesi che mi ripeto come un mantra tantrico kamasutrico che l'alcol fa male, devo bere di meno, basta alcol, basta. Quindi sto bevendo molto meno. E evidentemente mi sono depurata (diiio, come odio la parola depurata) e quando ingerisco una cosa alcolica il mio corpo reagisce come la mia testa gli aveva intimato di reagire.

La conseguenza di tutta questa storia è che oggi ho fatto il circo. Vado ad illustrarvelo:

1) Mattina, ore 10.00: mi reco a lavoro con gli occhiali, perché ieri sera butto l'ultimo paio di lenti. Arrivata a lavoro però mi accorgo di non vederci. Non è che vedevo male, o vedevo poco, proprio non vedevo. Inizio a leggere. Niente, per vedere qualcosa dovevo chiudere l'occhio destro. Mah, mi domando, cosa avrò? Inizio a preoccuparmi. Inizia a venirmi l'ansia. Mi sarà caduto il cristallino, o la cornea, o la cataratta, o i bastoncelli, o la prostata, o queste cose che stanno nell'occhio che ricordo dalle ore di biologia al liceo (non ho mai studiato biologia, a parte un capitolo sull'orecchio). Verso le 12.30, vado al bagno e mi tolgo una lente dall'occhio sinistro. Avevo una lente, con la quale stanotte avevo dormito, e sulla quale ho messo gli occhiali stamattina. Mi sono anche accorta, specchiandomi, di avere una specie di sbrego (diiio, come mi piace la parola sbrego) sulla guancia, segno del cuscino. E vabbè.

2) A lavoro non riesco a parlare. Non riesco a pronunciare Zanna Gialla, invece di dire Vigorsol dico latex (ehh?). Inoltre inciampo numero 567 volte, da seduta.

3) Al telefono con amica S. insisto che una casa da affittare ha un problema perché:

- Eh, non ha le scale.
- Cooosa?
- No, volevo dire ascensore.
- Ah.

4) Vado a comprare una cosa. Il commesso me la fa vedere, la tocco, poi mi dice ma aspetti, non trovo più il prezzo. Io dico ma no, lo avevo visto, era qui. Sì, infatti era appiccicato sul mio mento. Segue presa per il culo del commesso tipo Ah vali così poco ah che vita triste.

5) Siccome però per tutto il giorno mi sono sforzata di essere sveglia e vigile, e di trovare refusi, e di controllare parole, facendo uno sforzo disumano e virtualmente strizzando con le mano il mio cervello (spriz spriz, pezzi di cervello ovunque, cervello e stanchezza), adesso c'ho un'adrenalina che levatevi proprio ma proprio tutti. Ho quindi editato un articolo per una cosa di lavoro, mandato email con oggetto: Dieci punti sul mio colloquio col commercialista, che ho anche editato prima di spedire (certo), controllato che nel cassetto i calzini fossero a posto per ordine di taglia, età, misura e carineria e inziato la mia autobiografia.

Che poi questo post non vi sembra un po' stranuccio? Non mi sembra mio. Chi è che parla, chiii?
Ora devo proprio andare, non vorrei non essermi accorta di avere un manico di scopa nel culo, o una spina di acciaio sotto al piede, o un cotton fioc di stamattina nell'orecchio, capite.

ps: AHHHHHHHHH




Jackson Pollock, Il cervello di gnegnet visto da vicino, più conosciuto come Spriz.

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Stai sempre a cianciare


!?!

Stavi sempre a cianciare


Linc

Altre baggianate

Cucù