Gnegnet ha perso tempo alle 01:46 di sabato, 31 gennaio 2009
Ieri sera sono andata a vedere Milk, con quel grandissimo pezz ehm no volevo dire con Sean Penn. Milk parla di questo gruppo di maschi che stanno coi maschi, che ad un certo punto diventano attivisti politici e fanno valere i loro diritti di maschi attratti dai maschi e il signor Milk diventa un consigliere di S. Francisco e tutti nella sala al cinema erano molto contenti.
Per me il film è molto bello.
Milk finisce male, lo so, non lo dovevo dire, ma tanto lo sanno tutti, ne hanno parlato tutti i giornali. Sean Penn fa lingua in bocca con moltissimi uomini. Sean Penn ora è diventato vecchio e ha le rughe, ma secondo me rimane senza dubbio l'uomo più affascinante e l'attore più bravo e la persona più simpatica tra tutte le persone che non conosco.
Ma tra ieri e oggi ho avuto modo di pensare ad alcune cose.
Primo, i casi (futili) della vita. Seduta dietro di noi a vedere i maschi che si accoppiano coi maschi, e che sono come noi e che hanno i nostri stessi diritti, lo ricordo per la signora Binetti che mi ha lincato sul suo blog www.i maschi che si accoppiano con i maschi sono malati e vanno guariti.ciclicio.it, c'era Vladimira Lussuriosa, che abita vicino casa mia e la incontro sempre come anche Tozzi il geologo matto, anche lui mio vicino di casa, quello che aveva detto che il Tevere straripava e arrivava fino in Friuli anche se non era vero, quello colla piccozza in mano (io una volta l'ho visto al mercato tastare le mele e le pere con la piccozza). Insomma c'era Vladimira. Nell'ordine, quando l'ho vista, ho pensato: ora mi alzo e le chiedo perché è andata all'isola dei famosi e soprattutto perché ora è quasi più carina di me? Poi, ora mi alzo e mentre il film è arrivato al punto nevralgico molto commovente urlo E benvenuti a 'sti frocioni*. Poi Leo voleva alzarsi a metà film e dire Ma... ma... è un film di gay? Miodio! E uscire indignato.
Poi a parte tutto questo ho anche guardato il film.
E naturalmente ho pianto.
Come ho detto ieri ai miei amici, che per questo hanno riso un po' esageratamente, io piango sempre al cinema quando vedo le stesse cose. Nell'ordine:
- manifestazioni
- elezioni politiche vinte dalla mia parte politica, dai democratici, o quel che è. Soprattutto se tutti si abbracciano, volano volantini e sono tutti affaticati (poi se sono anche gay, figuriamoci)
- quando alla fine del film, nei titoli di coda, passano le scritte con quello che poi hanno fatto nella vita vera i protagonisti della storia
- peggio ancora se mi fanno vedere anche le foto dei veri protagonisti
- piango anche se vedo la presa della Bastiglia
- qualsiasi persona o cosa o pianta che stia scappando dai nazisti, anche se magari è un festino in maschera con orgia e i tedeschi sono stati invitati, anche se è solo una maestra tedesca che mette una nota su un diario, io piango, perché è tedesca
- non piango se muore qualcuno
- non piango se due si lasciano
- piango sempre se c'è una madre single con un figlio a carico, soprattutto se fumatrice
Ora devo andare a dormire.
Andate a vedere Milk.
Tre stellette.
In alto, Milk finto e Milk vero (non vi dico i pianti)
Gnegnet ha perso tempo alle 01:44 di mercoledì, 28 gennaio 2009
Ma a voi non vi capita mai di svegliarvi una mattina più aridi, più grigi per colpa di un bel ricordo perso? Io ho molta paura di questa cosa, perché qualche giorno fa mi sono alzata e dopo aver lavato i denti mi è tornato in testa un bel ricordo che si era perso, e sono stata triste tutta la giornata. Come faccio a ricordare tutto? I bei ricordi dove li metto? Esiste un raccoglitore con l’etichetta e l’elastico?
Ad esempio io non vorrei mai dimenticare le estati in Sicilia dai miei nonni. Potrei scrivere su un foglio tutte le sensazioni, ma poi perderei il foglio. Il sole l’Africa le carrube e le barche di legno, la piscina di plastica gli zoccoli il cappello il costume le racchette bianche le tende sulla spiaggia i tedeschi sempre ustionati la pasta con i piselli le panche sulla terrazza il tramonto sopra i muri bianchi i nani da giardino la signora F. che ballava tutte le sere le lucciole nel cespuglio davanti casa fino a fine luglio dormire dopo pranzo le persiane accostate le insolazioni tornare a settembre.
Niente, non ce la faccio.
Dimenticherò tutto.
Estate 2008
Ma state tutti attenti, perché Enrico mi manda questa, che direi ci sta tutta:
IL 16 MAGGIO 1973
Una delle tante date
che non mi dicono più nulla.
Dove sono andata quel giorno,
che cosa ho fatto-non lo so.
Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
-non avrei un alibi.
Il sole sfolgorò e si spense
senza che ci facessi caso.
La terra ruotò
e non ne presi nota.
Mi sarebbe più lieve pensare
di essere morta per poco,
piuttosto di ammettere di non ricordare nulla
benché sia vissuta senza interruzioni.
Non ero un fantasma, dopotutto,
respiravo, mangiavo,
si sentiva
il rumore dei miei passi,
e le impronte delle mie dita
dovevano restare sulle maniglie.
Lo specchio rifletteva la mia immagine.
Indossavo qualcosa di un qualche colore.
Certamente più d’uno mi vide.
Forse quel giorno
trovai una cosa andata perduta.
Forse ne persi una trovata poi.
Ero colma di emozioni e impressioni.
Adesso tutto questo è come
dei puntini fra parentesi.
Dove mi ero rintanata,
dove mi ero cacciata-
niente male come scherzetto
perdermi di vista così.
Scuoto la mia memoria-
forse tra i suoi rami qualcosa
addormentato da anni
si leverà con un frullo.
No.
Evidentemente chiedo troppo,
addirittura un intero secondo.
Gnegnet ha perso tempo alle 12:18 di lunedì, 26 gennaio 2009
Ho un dubbio: ma le persone che dicono inCrediente e puLtroppo, vanno bastonate o bisogna lasciarle libere di sbagliare a vita e fare figure di merda fino alla fine dei loro giorni?
Per amore della verità, ammetto di aver detto fino a otto anni cìmena invece di cinema, e quando me lo fecero notare, per un qualche motivo credo legato alla botta in testa che presi cadendo dal wc sul bidet due anni prima, decisi di dire da quel momento in poi cìmenal. Faceva più esotico. Però, ecco, avevo otto anni, maledetti idioti!
Gnegnet ha perso tempo alle 03:03 di sabato, 24 gennaio 2009
Persone e cose di cui francamente non vorrei sentir più parlare per i prossimi mmmh fammi pensare diciamo tutta la vita?
Zingaretti Montalbano ex bell'uomo ora basta.
I Beckham in tutte le loro forme e fotografie e esperienze di vita e case comprate e figli vestiti come delle piccole mignotte e tatuaggi appena fatti e hotel prenotati e diete dimagranti e bilioni di biliardi vergognosamente sperperati. E a lei dite di coprirsi, grazie. Cossiga.
I blog in Italia, i blogger, cosa significa avere un blog, quanto è cambiato la vita da quando c'è il blog, la differenza tra i blog palestinesi e i blog italiani, perché i blog italiani fanno schifo? Ecco un plastico.
La figlia incinta di Berluschini, e le interviste dove esterna la sua preoccupazione per la crisi economica, e dove non mancano di ricordare che lei è bravissima, studia filosofia, e sa tutto sul monadismo. Facebook che schifo facebook minchia ma che tristezza, non sappiamo più quando stiamo andando, facebook, facebook, ecco un plastico.
Il mio curriculum.
La canzone di Povia, Povia, l'amico gay di Povia, Povia è gay? Sono gay? Cosa ne pensa la Binetti?
La Binetti. Giggi Camorra e Anna Fornaia, il loro amore, quella volta che gli si è tuppato il lavandino, no no vi giuro stavo con lei dal giorno dopo il suo diciottesimo compleanno, ci amiamo, Mario Merola ci farà da testimone, la barca di Giggi Camorra, le tette di Anna Fornaia. Ecco un plastico della loro villa di marmo africano raffinatissimo.
C'ho il mac, c'ho l'iphone, c'ho l'ipod, Jobs ha il cancro? Non lo so, lo dicevano pure di Michael Stipe.
Sono un blogger, ho la reflex della canon.
Gnegnet ha perso tempo alle 02:30 di mercoledì, 21 gennaio 2009
Care amiche simpatiche, ma soprattutto cari amici bellocci,
eccoci di nuovo al nostro appuntamento con la cucina per cuochi stupidi. Io, Gnegnet, ho purtroppo dei problemi assai fastidiosi allo stomaco ealla vescica, anche, che ora non vi sto a dire. Gastrite, cistite, ulcera, colite, e altre robe, tutto insieme. Stasera sono uscita e ho mangiato una pizza margherita e un succhetto di frutta che mi hanno depresso. Niente vino, niente amaro, niente pizza con il gorgonzola. Mentre tornavo a casa sono passata al drugstore della stazione termini per vedere se vendevano una corda (le travi del soffitto di casa mia sono molto salde), ma niente. Quindi ora sono qui e vi scrivo, vi scrivo di cibo. Ma, capitemi, di cosa vi posso parlare? Coda alla vaccinara? Cozze? Polpettone ripieno? Penne alla vodka? Pollo e peperoni?
No, porca troia.
Parleremo della frittatina spleen.
Cosa vi serve:
uno o due uovi
sale
poco parmigiano
poco latte
olio d’oliva
tristezza
Come si fa, e quando:
la frittatina spleen è un piatto ammantato di frustrazione, che ha sempre un’origine triste. Ad esempio, apri il frigorifero e trovi solo un uovo, oppure hai la cistite e la gastrite, oppure hai la cistite e la gastrite e apri il frigorifero e trovi solo un uovo. Prima ancora della sua nascita, la frittatina spleen, alias frittatina della malattia, è odiata. Attenzione: non è la stessa cosa del frittatone cercato e voluto, gonfio di cipolle e olio. No. La frittatina della malattia è un errore di percorso.
Prendi questo uovo, ma anche due uova, se ce l’hai, e le apri di corsa in una ciotolina striminzita trovata nel primo sportello aperto a caso. Le uova, nella ciotolina, hanno un aspetto malaticcio. Sbattile con una forchetta, se sporca ancora meglio, e aggiungi un pizzico di sale e una grattata leggera di parmigiano. Se siete malati ma non tantissimo, potete versare anche un gocciarello di latte. Risbattete.
In una padellina piccola e vecchia, che ogni volta che la prendete in mano vi suscita sempre lo stesso pensiero da anni (adesso ci faccio queste uova, poi la butto via) mettete un cucchiaio d’olio di oliva, e quando si scalda versate con noncuranza le uova. Fate cuocere tre minuti da un lato, e tre dall’altro. Non sapete girare una frittata? Ma bravi coglioni. Io ho imparato col sudore della fronte, quindi non ve lo dico.
A cottura ultimata, impiattate, prendete un pezzo di pane raffermo e sedetevi davanti alla televisione spenta.
Mangiate e poi non lavate i piatti.
Seguirà un rutto silenzioso, che avrà il sapore della sconfitta.
Gnegnet ha perso tempo alle 01:45 di mercoledì, 14 gennaio 2009
1. Stamattina, alle nove e quaranta (9.40), io e quella sgualdrina di Calvin siamo andate in palestra. Chi? Cosa?
Sì.
Allora dovete sapere che io e Calvin abbiamo un enorme culo che ci avvolge tutte e ci riscalda nelle notti fredde. Lo deteniamo perché mangiamo tantissimo e non ci muoviamo mai. Se non ci trovi, a noi due, basta che cerchi sopra qualche sedia e sicuro siamo lì, accovacciate col grosso culo a fare da cuscino. Però insomma, alle soglie della menopausa ci siamo dette: sì, okay, ora che abbiamo dimostrato a tutti che noi siamo belle dentro, non credi sia forse ora di evitare l'anchilosi delle gambe? In effetti.
Allora ci siamo recate, con la nostra borsetta, in palestra. Ma per farla fatta bene, per soffrire meglio, abbiamo deciso di andarci la mattina. Stamattina mi sono trascinata giù dal letto, ho infilato un cornetto in una frocia e le ho citofonato. Scendo!, ha detto lei con voce chiaramente contrariata nonché finto entusiasta. Ok! ho detto io, con voce finto allegria e accondiscendente. (in realtà ci odiavamo fortissimo)
Come tutti noi sappiamo più che bene, cosa volevo fare io, cosa volevo fare solo e soltanto e solamente? Morire.
Insomma siamo andate persulserio! Io mi cedevo che al primo bar, come nostro solito, una avrebbe fatto all'altra: Caffettino? Sigarettina? Bombolone alla crema?
Invece macché, signori miei, abbiamo sudato insieme alle vecchione delle dieci, che parlavano di riso integrale (chi? cosa?) e di altre amenità. Al secondo saltello ci siamo guardate, io e culonadue, e i nostri sguardi esprimevano benissimo tutto un mischione di emozioni che faccio fatica a descrivervi a parole: odio, rancore, scoraggiamento, dubbio, pentimento, bestemmia, riso integrale, e vergogna profonda.
Continueremo, comunque. Se superiamo la prima settimana e se io mi riprendo da questa strana sensazione che credo si chiami 'stanchezza fisica causata da moto'.
2. Oggi tre sigarette (ma sono andata in palestra eh! L'ho già detto?)
3. Bello questo blog che parla di palestre Gne', ti ringraziamo perché in giro proprio non se vedono.
Be', prego U__U
Gnegnet ha perso tempo alle 22:24 di sabato, 10 gennaio 2009
Questa australiana che ci ha colpito duramente a noi popolo di itagliani, ha portato molte conseguenze. Oltre all'impennata della vendita dei Tempo profumati (colgo l'occasione per dire al padrone della fabbrica dei tempo profumati, per favore diminuisca la quantità di spruzzo di profumo sul singolo fazzoletto perché ogni volta che mi soffio il naso mi viene un conato di vomito, e le assicuro che la scena non è bella), all'impennata della pubblicità del bronchenolo e della noia procapite annuale, ha portato anche un'altra cosa...
No...
Non riesco a dirlo, diomio. Dio. Mio. Be' insomma io ho diminuito molto le sigarette. Voi non potete capire, oh no, questo cosa significhi per me. Dal 30 dicembre, sto fumando pochissimo. Tipo, una sigarette ogni due giorni. Ora, io credo che non durerà a lungo così, però forse non ricomincerò mai con un paccheto al giorno. Comunque non a breve. Quando ho avuto la febbre, chiaramente per cinque giorni circa non ho avuto voglia di fumare. Poi, siccome sono astuta come una faina, quando mi è rivenuta un po' voglia mi sono procurata delle sigarette che mi fanno schifo così da non ricadere nel vizio. E infatti, ricordo distintamente di aver acceso una sigaretta, dopo una settimana di astinenza, e aver tirato una boccata al sapore di merda, e aver pensato Miodio, mi fa schifo! Mi sta succedendo qualcosa, sto cambiando, il mondo sta cambiando, Dio perchéééé e poi mi sono messa a piangere.
Ora sono passati dieci giorni, e continuo a fumare poco. Continua a non andarmi, questo è il fatto.
Io, razionalmente, sono pure felice. Finché dura. Mi dico.
Magari dura per sempre.
Eh.
Però, l'altro giorno mi sono sentita tristissima, mi è venuta una botta di nostaglia che mi ha dato da pensare. Vedevo gli altri che fumavano di gusto, senza pensieri. Io ho sentito distintamente la mancanza di alcune cose. Come il colore blu del pacchetto di Camel, come il pensiero confortante e caldo Ora mi accendo una bella sigaretta, come il pensiero Vado a comprare le sigarette, come il pensiero Stasera sto a casa mi vedo un film mentre fumo una sigaretta, come anche semplicemente Sigaretta.
Lo so lo so che fanno male, ma davvero, mi mancano.
E mi struggo perché ci ho anche riprovato, ma non mi va più, molto.
Sono scissa.
Questo post nasce dalla bevuta di una tazzina di caffè, una bevuta tristissima. Quando ho finito, ho posato la tazzina, e vi giuro, non sapevo che cazzo fare. Me ne sono rimasta lì, con le mani in mano. Ma chi non fuma, ma che fa dopo il caffè?
Io ricomincio. Sniff.
Gnegnet ha perso tempo alle 23:43 di giovedì, 08 gennaio 2009
Salvatores Quattrocchi Gabriele ha fatto quest'ultimo film, Come Dio comanda, che fa schifo ai cani, è il booktrailer del libro e non andate a vederlo. Oppure andate a vederlo e pensatemi. Io c'ho anche pronta la recinzione ma stasera ho la cistite, sono tredici volte che corro al bagno e nella fretta mi abbasso le mutande in corridoio perché sembra che me la sto facendo addosso e invece poi plic.
Sono un filino nervosa.
La recinzione la pubblico domani, tanto dormite lo stesso stanotte. Invece ci tenevo a dire la mia su una cosa un po' intima di noi donne che conoscono il proprio corpo, che sono a contatto con la propria femminilità, che usano gli assorbenti interni e si gettano a quattro di bastoni dalle montagne russe mentre cucinano la polenta anche se hanno le mestruazioni. Sto leggendo questo libro sull'orgasmo e la donna, o l'orgasmo nella donna, o l'orgasmo o la donna, insomma fate voi. Io volevo dire, e sono anni che me lo tengo dentro, anni, e non l'ho mai potuto dire, aspettavo per strada che mi intervistassero quelli di raiuno sulla piena del tevere per poter dire 'sta cosa ma col cazzo, nessuno: io credo che esista un unico tipo di orgasmo. Non ce la posso fare, è inutile. Mi sono messa lì con schemi e termometri e righelli e registratori e goniometri ma niente cazzo, a me sembra sempre lo stesso. Però poi sembra sempre che uno non è donna del suo tempo. Vai a queste cene di secsendesiti, e Pinuccia dice Eh io ne provo settundici diversi, e Giancarla ne ha uno particolare se le fai popi sul naso, e Strunzia ah lei ha lasciato il clitoride dall'età di undici anni ora solo l'orgasmo anale MA CHE CAZZO MI AVETE ROTTO I COGLIONI.
Riappropriamoci della verità, amiche e anche amici che comunque non vi cambia niente ma vedo che annuite, sempre partecipi, sempre così dolci: uno ne esiste, mo potrà variare l'intensità, non lo metto in dubbio, ma basta con queste cose che leggete sui libri di Alberoni e Crepet.