Gnegnet ha perso tempo alle 12:09 di lunedì, 29 settembre 2008
Ultimamente ho spesso l'impressione che il mondo mi stia lanciando tanti piccoli segnali che rientrano inquivocabilmente nella categoria fine imminente dell'universo tutto. Non so, a me sembra che a dispetto del grido dall'allarme di tutti i giornali (la camorra, il latte cinese, i rapiti in Egitto, l'aumento del pane, l'aumento delle bollette, la fidanzata di Frattini che sembra una una mignotta ripulita - ah no scusate, questo era un grido d'allarme mio) sia come calato un generale torpore, un sonno della ragione ovattato e caldo, e tutti in realtà stiamo dormendo e non ci accorgiamo del baratro e ci finiremo dentro prestissimo.
No, no, non è pessimismo cosmico, io alla storia del bosone non c'ho mica mai creduto, però ecco, il mio pensiero più ricorrente quando giro per strada è: diventerò anche io così?

E
tra ieri e oggi, poi, altri due segni della fine:

- Concorrente dell'Isola dei penosi* (singhiozzando):

e poi... e poi... volevo dire a Lilly che sto bene, anche se mi vede così, stanco e depravato.


- Tipa con cui ho fato colloquio richiama per dirmi che che vado bene, ma io, appena sveglia e con voce da trans, le spiego che mi hanno fatto un'altra proposta migliore. Inciso: la tipa è nota per essere ossessionata dalla catalogazione e dall'ordine e dall'archiviare la qualsiasi:

Gnegnet: - Mi dispiace, guardi, la risposta è no.
Tipa: - Capisco. Mi dispiace.
G.: - Eh anche a me (non è vero). Allora, la saluto, a posto così (so' du etti che faccio lascio).
T.: - Ehm, no, potrebbe mandarmi una mail così metto agli atti il suo rifiuto?
G.: - (subito una scena alla mente)(io sono quella che canta, lei mmm il vecchio per terra)                                                                         
*prima che me lo chiediate voi, sì, stavo guardando l'Isola dei penosi. No, non so perché.






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Gnegnet ha perso tempo alle 11:57 di venerdì, 26 settembre 2008
                                      


- ciao Fabbrì, damme 'n litro de latte va.
- normale de 'a centrale o alta qualità?
- ncell'hai cinese?

*risate dei clienti
*


(in alto, la foto che piace tanto a Baz, dal titolo: Anche il cibo ha un'anima)
 

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Gnegnet ha perso tempo alle 15:58 di mercoledì, 24 settembre 2008
                                  


Il nuovo motto che entrerà in vigore dal primo ottobre 2008 (non sono previste proroghe) è: serietà e anarchia.

Si possono coinciliare tutte e due, se ti impegni. Poi non è che bisogna stare a guardare le sbavature e le piccole imperfezioni, l'importante è il risultato.
Ah, poi da oggi in poi il primo che dice viene mazzolato.
Detto questo, ho ritrovato una serie di fogli ingialliti risalenti al quarto ginnasio, siore e siori, su cui io e amica S. battemmo a macchina (a macchina!) una telenovelaS sudamericana di nostra invenzione dal titolo: Ernesto, quando il destino è truffaldino.
Sfogliando a caso, mi imbatto in dialoghi di questo tipo:

- Evita, devi credermi! Chiedilo a Maria Consuelo Carmelita de Luez. Lei ti dirà la verità.
- Ah, vuoi trascinare nel fango anche quella fanciulla innocente? Via, sparisci da casa mia!
Ernesto triste se ne va.


- Sono incinta... forse il bambino è di Miguel. Miguel Borrez.
- No!! Non può essere!!! come lo sai? ne sei sicura?
- Una donna sente queste cose.

Ora, io copierei pure tutto qui, su questo blog, per conservarla e renderla patrimonio comune (le grandi opere dell'ingegno umano, e spero siate tutti d'accordo, non possono rimanere nascoste), però non sono sicura perché alla lunga è noioso e di una stupidità inaudita.

Poi devo chiedere il permesso a S.
Più che altro, ora capisco tante cose della mia adolescenza e per la prima volta forse tocco con mano la radice di tutti i miei problemi.
Ma la radice si "tocca con mano"?

cià


(In alto, fotografia scattata ad Ancona per sbaglio, come metafora della mia vita in questi giorni)

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Gnegnet ha perso tempo alle 14:52 di martedì, 23 settembre 2008
Oddio, che rottura di coglioni.
No, ma lo dico così, in tranquillità: sono una rottura di palle. Metto in atto tutti i luoghi comuni sulla depressione: sono moscia, mi lamento, sospiro, non combino nulla e non mi lavo i capelli da giorni. Almeno fossi originale. Manco quello. Almeno fossi una scrittrice, potrei cogliere l'ispirazione per il mio grande romanzo. Invece no. Fossi una cantante, partorirei il mio pezzo più sentito. Maddeché.
Non ho capito che cazzo voglio.
Che cazzo voglio?
La nuova tecnica è segnare con una ics tutte le volte che piango/mi lamento/mi vittimizzo su un foglio-calendario che ho appena scaricato e stampato.
Lo appendo sopra il pc, ogni sera lo aggiorno.
Perché davvero, non se ne può più.
Oggi per un momento mi sono guardata da fuori e ho pensato con orrore: ma chi è  'sta sfasciapalle?

ah, cacchio, sono io.



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Gnegnet ha perso tempo alle 14:20 di venerdì, 19 settembre 2008
                                                                  


A volte, però raramente, ho dei pensieri sull'essere donna (oggi).
Penso: che fortuna avere la patata, in fondo mi piace.
Abbiamo questa sensibilità, così, ehhh, così sensibile. Tipo io volevo essere, nell'ordine, ma anche prese a caso:

Maria Callas nel momento in cui scopre che Scrondo Onassis s'è sposato con Vedova Kennedy.
Cleopatra quando dice a Ottaviano: facciamo il mucchione con Antonio? (perché nessuno lo sa ma l'ha detto).
Adeline Virginia Woolf.
Agnese de L'Agnese va a morire.
Janis Joplin qui.
Mata Hari.
Meryl Streep all'età che ha adesso, oppure negli anni Settanta.
Sabina Spielrein.

Poi, magari, una donna che non ha sofferto: mm, fammi pensare, mmm, fammi pensare...









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Gnegnet ha perso tempo alle 19:08 di mercoledì, 17 settembre 2008
Adesso mi è presa che vado ogni cinque minuti a leggere robe su Anobii.
La cosa che mi piasce di Anobii sono le recinzioni dei libri fatte dai lettori.
Ho capito che per trovare il trash bisogna andare a scovare i commenti agli autori tanto discussi (che ne so, Paolo Giordano, Baricco, la Fallaci. Quelli famosi spesso più per altre cose che per i loro libri). Allora becchi commenti tipo: porcoddena, che cahata di libro che ha scritto, se lo incontro lo prendo a scudisciate! perché non va a lavorare? ho tanta rabbia dentro che non sapete! una stelletta" (sì, perché anche su Anobii ci sono le stellette, per questo l'ho aperto). Io rido un sacco perché empatizzo con chi rimane deluso dai libri, a me fa sempre un brutto effetto, ci sto male per giorni, ci penso, cerco di trovare qualcosa da salvare, e poi alla fine ammetto a me stessa che è andata così, almeno non l'ho scritto io.
Da questo pensiero ne scaturisce un altro. Da quando è uscito La solitudine degli angoli acuti, ho notato uno strano fenomeno a metà strada tra l'isteria di gruppo e la coglionaggine individuale.
Ora. Esce sto benedetto libro. Io noto che, anche volendo, NON POSSO non sapere tutto del libro e dell'autore. Mi innervosisco. Intanto, frotte di persone mi chiedono se l'ho letto: quando rispondo di no, mi dicono, a scelta:
- ancora no?
- ma perché fai così la snob?
- va letto.
Io non l'ho letto mica perché penso sia brutto (non l'ho letto, quindi non lo so). Non l'ho letto perché la libreria davanti casa mia ha un cartonato con quella faccia tra le foglie da circa tre mesi, e non lo toglierà mai più a questo punto, credo. Poi anche perché viene da sé che se mi bombardi con i consigli per gli acquisti,  e lo fai nemmeno in modo subdolo, ma in modo palese, arrogante, facilone e rumoroso, porca troia quant'è vero che non mi piace la polenta non correrò certo ad acquistarlo. E poi, chi un po' conosce i meccanismi, sa che tutto questo urlare nella maggior parte dei casi cerca di nascondere  la mancanza di ciccia. Nella maggior parte dei casi, dico.
La verità è che non sto facendo un ragionamento di chissà quale spessore (ce ne eravamo accorti, dice); è solo una questione di ripicche mie e capriccetti, credo, però almeno lasciatemi questa libertà.
E poi, vorrei leggere così tante robe, che ci mancano solo i titoli semi-imposti.
E poi, su Anobii gli danno tutti una stelletta.
(ah, allora).

ps: questo post, rileggendolo, forse sembra uno di quei post antipaticissimi che sembrano voler dire io mi faccio il bidet solo col caviale, ma davvero, non è così. Io mi leggo anche un sacco di merda, ma almeno fatemela sceje in santa pace.

pps: questo ps, rileggendolo, forse sembra uno di quei ps che si giustificano anche se nessuno j'ha detto gnente, e alla fine sembrerebbe dare pure della merda al libro che non ha letto. Ma non è così, vi giuro.

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Gnegnet ha perso tempo alle 15:48 di martedì, 16 settembre 2008
 Dedicato al Piccolo Pans e alla sua testa di rapa.

ps.: perché dio s'è preso Stefano Rosso e
Richard Wright e ci ha lasciato Ricky Martin? ha forse voluto dirci qualcosa?

Sigla

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Gnegnet ha perso tempo alle 15:44 di sabato, 13 settembre 2008
Ciao.
Qualche aggiornamento.
Dalla prossima settimana ricomincia la rubrica Recinzioni, che doveva riprendere oggi ma causa temporale e uragano di ieri sera il cinema è saltato, anche perché dovevo andare in motorino e indossavo scarpe di tela. Capite da soli che non si poteva fare. Stavo per andare ma poi è caduto un fulmine sul balcone, è saltata la luce e altre cose terribili, allora ho avuto paura e ho passato la sera a guardare i video delle carampane dei Tokio Hotel su iutub.
Ho scoperto tutto un mondo che non conoscevo e che forse sarebbe stato meglio rimanesse sconosciuto.
Tra l'altro, non capisco tutto questo clamore attorno all'ambiguità sessuale del cantante coi capelli a porcospino: è palesemente una donna, e se non lo è, denunciate la madre perchè lo sta imbottendo di ormoni femminili.
Le canzoni fanno pena ai cani, gli altri due del gruppo sembrano i nani del Signore degli anelli e dopo 4 blog su di loro e l'ascolto di un paio di canzoni (signore mio, ma perché?) ho avuto una crisi e mi sono dovuta iniettare per endovena un flacone di musica classica.
Poi che altro.
Ci risentiamo quando riuscirò ad andare al cinema.

(ma complimenti per questo bel post!)
(eh, grassie grassie)
(ma come ti vengono così interessanti?)
(eh, non lo so, mi viene naturale, è una dote)

(sembra un post di N.....r)
(:-O)

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Gnegnet ha perso tempo alle 01:23 di mercoledì, 10 settembre 2008
(click)

I signori Alemanno e La Russa sono due fascistoni schifosi in giacca e cravatta, due peracottari viscidi e analfabeti che fino a giovedì scorso salutavano il lattaio col braccio teso.
Se non fosse per il completo Valentino non li riconosceresti da un qualsiasi ultrà ritardato che blatera versi da bestia senza storia.

Ma loro la storia non la conoscono, perché a scuola erano troppo occupati a farsi le seghe e da grandi troppo occupati a tirare i sanpietrini alla gente.


Non solo mi fanno schifo, ma da domani ogni settimana mi recherò al Campidoglio e negli altri luoghi da loro maggiormente frequentati per potergli sputare sulle scarpe.

Da domani, inoltre, io non ho sindaco e non ho governo, quindi se mi arrestano mi dichiaro prigioniero politico, sempre dopo avergli sputato.
Spero che si scatenino risse nei commenti perché ne ho un po' per tutti, stasera.
Cialtroni.

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Gnegnet ha perso tempo alle 14:34 di sabato, 06 settembre 2008
Oggi è sabato, e così avevo deciso di scrivere un post casalingo (così??).
Siccome sto poco a casa, quando ci sto mi viene voglia di fare le cose da casalinga. Le cose da casalinga, come potete immaginare da soli, è una categoria enormissima di attività: comprende la cucina, la lettura, le pulizie, il pettegolezzo, i fatterelli.
Per quanto riguarda la cucina, io prima cucinavo un sacco, ora meno. A volte combino dei pasticci. Però ieri ho copiato le seguenti ricette sul quaderno delle ricette della casalinga:

pollo alla soia
polpettine al curry
involtini di melanzane
zuppa di cipolla

tutte cose leggere leggere.
Però, volevo anche dire che sono ingrassata. Molto, anche. Nelle foto della vacanza sembro una balena gravida arenata sulla spiaggia, che boccheggia chiedendo aiuto. Tutti mi dicono che ti frega, tu sei meravigliosa dentro, e anche fuori ad un occhio attento, io li odio perché sì, a me non frega, ma poi è successa la cosa gravissima dei pantaloni fondo speranza.
I pantaloni fondo speranza sono un paio di pantaloni comprati d'impulso anni fa, marroni, bruttazzi, e di due taglie più grandi.
Così, volevo questi pantaloni brutti, che c'è di male?
Insomma siccome non ci potevo fare niente, allora li ho messi nell'armadio in un angolo, e sono diventati i pantaloni da utilizzare nel caso estremo e al tempo francamente inverosimile fossi ingrassata molto.
Ieri li ho provati, e mi stanno anche un cicinino stretti.
Non mi sento di rilasciare nessuna dichiarazione, se non Merda e PorcaTroia, anche se non potrei perché ho fatto voto di dire meno parole sporche, perché sto diventando veramente inascoltabile.

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Chat con amico che sta andando ad un colloquio:

Gnegnet: non gli dire che "ti perdi tutto", eh! (come ho fatto io al penultimo)
Amico:  se è per questo non gli dico manco che ti conosco

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Stai sempre a cianciare


!?!

Stavi sempre a cianciare


Linc

Altre baggianate

Cucù