Gnegnet ha perso tempo alle 18:54 di domenica, 31 agosto 2008


              



Cari sgualdrini,
non mi siete mancati affatto. Anzi.
Anche quest'anno, diobono, sono tornata con la febbra e il muco a volontà, e gli ultimi tre giorni di viaggio pensavo solo all'eutanasia e basta.

Forse il penultimo giorno di viaggio è stato il peggiore.
Febbre, nave per Spalato alle sei di mattina, sveglia alle cinque, dimenticati la felpa sul taxi, bestemmia, scatarra. Nave per l’Italia alle nove di sera. Un giorno da passare a Spalato con pochi soldi, la febbra, e una certa affinità estetica coi barboni croati (che però erano un filino più eleganti e ben messi di me).
Niente, l'unica era svenire ai giardini pubblici. Ma a Spalato non ci sono giardini pubblici, c'è solo un microparco in cui apparentemente nessuno osa sdraiarsi sull'erba. Io poi, essendo molto pitti pitti, volevo evitare che mi arrestassero il penultimo giorno di vacanza, e allora sono rimasta ritta seduta sulle panchine finché pans non mi ha convinto con i suoi soliti giri di parole che mi tranquillizzano (porcatroia, sdraiati, che cazzo, il massimo che ci succede è che ci cacciano le guardie).
Alla fine niente, mi sdraio. Non ricordo molto delle ore passate sull'erba, se non alcune frasi che pans blaterava ad alta voce (non ce la faremo mai, mancano ancora ennemila minuti all'imbarco, che brutta fine che faremo), e stralci di un dialogo in cui cercavo di convincere pans che il teletrasporto vale mille euro.

- quanto pagheresti per essere teletrasportata fino a casa?

- mille euro.

- ammazza, tantissimo!

- perché tu?

- io cento, duecento euro.

- ma sei pazzo! ma il teletrasporto è una svolta, focalizza un secondo cosa significherebbe. Mille euro li vale.

- forse hai ragione.


Comunque non muoio fino all'imbarco sulla nave, che per tutto il giorno avevo un po' immaginato come la mia salvezza: mi sdraierò al sicuro, sulla poltrone, e dormirò un sonno guaritore fino alle sette di domani.
Invece no, perché siccome erano anni che non mi veniva la cacarella, allora ho pensato bene di farmela venire sulla nave. Ricordo distintamente di aver pianto, seduta sulla tazza del cesso navale, mentre per la prima volta capivo davvero il senso della frase Dio, perché mi hai abbandonato.

Inoltre, l'area poltrone era invasa da teste di cazzo spagnole che rumoreggiavano e che nel picco di bestemmia interiore ho anche zittito malamente, nonostante Pans mi pregasse di stare tranquilla, tra una soffiata di naso e una corsa al bagno (tranquilla un cazzo).

Pans però devo dire mi è stato d'aiuto. Siccome sa che in casi del genere è meglio che non ti avvicini e non mi rivolgi la parola, perché quanto è vero che mi chiamo Gnegna ti spacco la faccia, allora si è tenuto a debita distanza e mi ha rivolto solo frasi  caratterizzate dall'uso della prima persona plurale e dal tono gentile e amichevole, che fa tanto psichiatra che cerca di convincere la matta a mettersi la camicia di forza.

- come possiamo risolvere questo tuo problema? come possiamo fare? andiamo sul ponte?
- sul ponte ho freddo e poi mi serve il bagno vicino.
- senti, cerchiamo di dormire, troviamo una posizione comoda e stendiamoci.
- non lo vedi che non mi posso stendere, sto scomoda! porca troia, il prossimo anno prendo la cabina porca troia basta con queste purciarate.
- hai ragione
- cazzo.
- posso mangiare il tuo panino?
- muori.

Poi gniente, alle tre di notte cedo e mi sdraio per terra sulla mochètt e mi addormento, sognando a intermittenza cose senza senso. Alle tre di notte mi sveglio calpestata da qualcuno che si rivela essere  una signora russa molto grassa che si sdraia in una posizione inventata da lei lipperlì e inizia a russare in maniera indecente. Ogni tanto scureggiava fortissimo, e ogni volta svegliava tutti quelli che dormivano che coglievano l'occasione per cambiare posizione.
Il giorno dopo, alla stazione di Ancona, in attesa del treno che sarebbe arrivato dopo quattro ore, un poveraccio straniero ci ferma e ci chiede se possiamo spiegargli cosa c'è scritto nelle tre lettere che gli hanno spedito (non è un caso che abbia fermato proprio noi, che stavamo su una panchina a giocare a Yatzee, puzzolenti come bestie da soma, attorniati da fazzoletti sporchi di muco e con in faccia la scritta Dateci un cappuccino caldo).

Comunque.

C'è scritto, gli diciamo, che sei licenziato.

- no lavoro?

- no.

- mai più?

- mah, mai più no, però adesso non hai lavoro.

- mai più?

- no, non è che non lo avrai mai più in genere, non hai più questo lavoro.

- mai più lavoro?

- porca.madonna.


Per chiudere in bellezza il viaggio di ritorno, per mettere un punto alle rocambolesche vicende che ci avevano visti protagonisti, per compiere un gesto che rappresentasse simbolicamente la nostra concenzione della vita, Pans regalerà gli unici trenta centesimi di euro in nostro possesso ad un tossico che "voleva una cocacola".
Tanto, ha detto, co' trenta centesimi che ce famo?
In effetti, mi è parso un discorso bello tondo e ragionevole.


                   

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Gnegnet ha perso tempo alle 17:07 di domenica, 10 agosto 2008
Andrò al mare in Croazia.

Cose che so della Croazia dopo aver letto 345 forum compreso quello della LonelyPlanet

1. Ci sono un sacco di itagliani che vanno appositamente 25 giorni sulle isole più brutte per andare in disco e rimorchiare le croate. Come evitarli? è pronta la lista delle isole sperdute.
2. Ci sono gli scogli. Come evitarli? non li eviti, ti compri le scarpette di gomma, rosse magari. E ci tengo a sottolineare che vado in Croazia solo per potermi comprare le scarpette di gomma con una valida scusa.
3. Si mangia un sacco di pesce, che a me non piace. Come evitarlo? mangerò la carne, che a me piace poco. Come evitarla? Romperò meno i coglioni.
4. Ci sono un sacco di parchi naturali molto belli. Come evitarli? Ma io non li voglio evitare!
5. C'è puzza di pesce a Spalato. Come evitarla? mah, questa cosa me l'ha detta Pans, mi devo fidare?
6. Ci sono molte spiagge di nudisti. Come evitarle? Vedi il punto quattro.
7. Prima dei pasti i croati sono soliti offrire un bicchiere di brandy. Come evitare questa barbara usanza senza offenderli? Lo metterò in bocca e poi lo sputerò in un vaso.
8. Sulla guida ho letto che in alcune zone il mare è pieno di murene, come se piovesse. Come evitarle? Porcatroia.

ps: 9. la fauna locale comprende esemplari rarissimi di Pans, un animale che si nutre solo di maiale alle cozze e raramente esce dalla sua tana. Come evitarlo? Vedi i punti quattro e sei.


                                            


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Gnegnet ha perso tempo alle 04:14 di sabato, 09 agosto 2008
Il tecnico del computer ha detto che il portatile si spegne sempre perché lo alimentiamo troppo. Guardi, credo sia la ventola. Ma no! Provate a usarlo senza alimentarlo, e vedrete che non si spegnerà più, ha detto. Tra tutte le stronzate sentite in vita mia, questa è stata una delle più grandi. Dopo poco che se n'era andato, il portatile s'è rispento. Il tecnico del computer mi sta simpatico, a me.

La notte non dormo più. Ho tutti gli orari sballati. La notte la passo prevalentemente a cercare pezzi di film strappalacrime su iutub. Stanotte ho rivisto pezzi di Lovstori. Quando ho visto loro sul divano a leggere insieme, ho iniziato a piangere, ho bagnato la sigaretta con le lacrime e mi colava il muco dal naso. Due minuti dopo, è squillato (alle 2.30) il telefono di casa. Ho alzato la cornetta tremante, pensando naturalmente Lo so, è morto qualcuno, lo so, è morto qualcuno, lo so, sono tutti morti, e una voce di anni 12-13 mi ha fatto una pernacchia. Ancora rido. Ma anche vaffanculo.


Oggi ho visto V. mangiare per la prima volta le pappette. Aveva un cucchiaino di plastica morbida, una cosa che secondo me mettersela in bocca deve fare parecchio schifo. Ci ha messo circa due ore per mezza scodella di sbobba al formaggino, e dopo, mentre la mamma faceva la doccia, l'ho tenuta in braccio. Aveva la sbobba sotto le ascelle, nel naso, e starnutiva in continuazione sparando stelline di pasta in giro. Mi faceva le carezzine tutte sporche di stelline. Poi, dopo l'hanno cambiata, e aveva un po' di cacca spiaccicata sulla schiena. La mamma mi ha detto che la cacca dei propri figli non fa mai schifo. Sarà. Ma cazzo, la pastina sotto l'ascella ancora me la vedo davanti.

Oggi mi sento davvero brutta. Mi sento anche un po' come se avessi sedici anni.
Stanotte sento molto mia Brutta, forse la canzone più squallida della storia, per non parlare della giacca di Alessandro Canino.

Ve la dedico, con amore.
Buonanotte. Come ogni notte, chiano chiano.




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Gnegnet ha perso tempo alle 03:41 di giovedì, 07 agosto 2008

Cavatelli pomodorini tonno fresco e rucola.

Parmigiana e mezza porzione di pollo al porto.

Patate gratinate.

Semifreddo alle castagne.

Due bottiglie di vino bianco.

Due amari.

Dieci sigarette.

Senso di morte.

 

Poi torno a casa e allo specchio, dopo la doccia, noto come una leggera trippetta.

Il gioco vale la trippetta? Cazzo, sì!

 

Vi lascio con una canzone che sento spesso in questi giorni, ma anche diciamo da sei mesi. È melensa e non dovrebbe piacermi, dati i miei gusti, ma c’è quel certo nonsocché che me la rende digesta (si dice? No, e fa pure schifo).

Comunque, sempre qui sto. Il resto del mondo mi sa di no.

Merde.

 

 



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Gnegnet ha perso tempo alle 13:47 di martedì, 05 agosto 2008
Ma io non ero in vacanza?
None.
Ora, aspettare che ti chiamino per un colloquio ad agosto, è, come dire, aspettare nel braccio della morte l'esecuzione mentre tutti gli altri escono per amnistia. Dici ma de che te lamenti? Non lo so, io ai colloqui dico sempre cose fuori luogo, mi viene da ridere, cerco di fargli capire che mi devono assumere perché sono davvero, ma davvero simpatica, e ci manca poco che mi metto a fare le pernacchie con la mano sotto l'ascella pur di non parlare delle mie capacità. Siccome comincio ad avere una certa, forse è anche ora di smetterla.
Sono una figa, so un zacco di cose, te magno in testa, io.


MANAGER
 
Caro dottor... Straniero, mai come oggi la nostra azienda è in fase di implementazione delle risorse umane, e c'è naturalmente un grande interesse per figure nuove e dinamiche... però con un curriculum vitae come il suo... laurea in Lettere... 107... nessun precedente lavorativo... certo che non...

ANDREA
Non...?

MANAGER

Non.
Passiamo a uno screening delle sue caratteristiche psicologiche. Parliamo pure liberamente, per conoscerci meglio. Allora... quale crede che sia il suo maggior pregio?

ANDREA
La sincerità.

MANAGER

E il suo principale difetto?

ANDREA
La sincerità.

MANAGER
Qual è la sua più grande aspirazione?

ANDREA
La sincerità.

MANAGER
E' un giovanotto sveglio, vedo. E allora mi dica... qual è il reddito annuo della sua famiglia?

ANDREA
La sincerità?

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Stai sempre a cianciare


!?!

Stavi sempre a cianciare


Linc

Altre baggianate

Cucù