Gnegnet ha perso tempo alle 15:57 di martedì, 29 luglio 2008
(post su commissione del protagonista)
Nessuno, ieri sera, al torneo di scacchi, ci avrebbe scommesso un soldo.
Ma io avevo notato un certo sguardo, nel pans, che non mi tornava. E poi, invece di fare amaro, amaro, amaro, birra, vino, birra, amaro, si è iniziato con un classico bianco, e proseguito con due amari. Così, come le persone normali. Pans era rilassato, tranquillo, amicone con tutti. Alla terza partita vinta, tutti hanno cominciato a guardarsi impauriti: come mai 'sta cosa? che succede?
Scompiglio.
Alla quarta vittoria, ottenuta grazie a una serie di mosse prive di logica e giusitificate con un Gnhujilod! dell'avversario ubriaco, Pans entra nella classifica dei quattro vincitori e porta a casa una signora bottiglia di grappa, che sulla strada del ritorno alzerà più volte al cielo e mostrerà ai passanti in festa. Ora, tra l'altro, è passato in serie A, e guarda con spocchia quelli della serie mani a banana.
Io comunque commossa, Pans firmava autografi, il proprietario del locale ha già inventato un nuovo panino solo per dargli il nome del Nostro (PaninoPans: pane al cioccolato, prosciutto, crauti, mozzarella, salsiccia, formaggio, filadelfia, peperoncino, kebap, biurste e una spruzzata di bianco dei castelli).
La grappa ora ce l'ho io a casa, ma non credo che la aprirò mai, per me è come il vello d'oro, o la spalla d'avorio di Pelope: un oggetto che appartiene al mito.
Con questo post, io vi saluto: anzi, vi saluta il Pans.
Buone vacanze amichetti e amichette.
Gnegnet ha perso tempo alle 15:10 di lunedì, 28 luglio 2008
Caro diario,
ieri sera ho incontrato il pedone pazzo.
Mentre percorrevo in macchina la mia strada - semaforo verde, non correvo, rispettavo i limiti e tutto, ho anche una foto caruccetta sulla patente, ecc - un coglione con un cane minuscolo al guinzaglio si ferma in mezzo alle strisce per rispondere al telefono, e rimane così, di spalle, in curva, noncurante del rosso per i pedoni. Il tipo suddetto aveva capelli impomatati e giacca fighetta, nonché, lo ripeto, un cane minuscolo e abbiante al guinzaglio, stronzo come il padrone, con un piselletto minuscolo e le orecchie dritte e insomma, un cane odioso (?). Io mi fermo, aspetto dieci secondi, vedo che pedone coglione rimane in mezzo alla strada, allora sfioro con leggiadria e rispetto il mio clacson, che emette un rumore di quelli finalizzati a comunicare non fastidio, non rabbia, non voglia di litigare, ma un gentile avviso di pericolo imminente, una educata pacca sulla spalla per avvisare il pedone che guarda, fosse per me puoi anche metterti a friggere le melanzane lì in mezzo, ma mi sa che è pericoloso.
Ma.
Pedone non è un pedone qualunque, bensì il figlio segreto del dimogno e di mariobrega che evidentemente abita lì, su via nemorense. Il nostro, al suono leggiadro del mio clacson, si gira, mi guarda, digrigna i denti, diventa paonazzo, e urla (quando dico urla, intendo una cosa come questa, anche per quanto riguarda la finezza), avvicinandosi a grandi falcate al mio finestrino:
A cretina, a cretina, vie' qua, che cazzo (bestemmia)(bestemmia) te sòni, vie' quaaaaaaaaaaa (bestemmia).
Ora, in queste situazioni, io reagisco sempre nello stesso modo: rimango allibita, un po' attratta, un po' schifata dal pazzo. Per cui niente, mentre si avvicinava urlandomi cretina, io lo guardavo con una faccia più o meno così. Solo che al quindicesimo A stronza, fermete, dimme perché sòni, ho capito cosa dovevo dire, anche se poi gesù piangeva, e sporgendomi dal finestrino ho rispettato la tradizione mariobregana e gli ho urlato: Aò, ma vattenempoaffanculo.
Lui lì non c'ha capito più niente, e mentre schizzavo via a centoventi all'ora viola dalla vergogna e terrorizzata da un possibile inseguimento del pedone pazzo (sì, ridete, ridete), sentivo che urlava scenni, scenni dalla maghèna, (bestemmia) (bestemmia).
Io volevo dire delle cose, adesso:
Uno, che io non sono coraggiosa, ma nello stesso tempo mi vengono i blackout di rabbia e urlo anche io, ma poi mi vergogno e ho paura e mi immagino che mi segue fino a casa e mi picchia.
Due: non voglio fare la femminuccia che piange, però davvero, secondo me certi uomini appena vedono un individuo di sesso femminile al volante tolgono il guinzaglio a tutto il rancore edipico covato per anni e lo lasciano bivaccare libero.
Tre: la prossima volta, fottuto cretino, ti investo.
Il consiglio di Pans è stato: te potevi fa mena', così poi lo denunciavamo (non so, non mi convince tanto 'st'idea).
Gnegnet ha perso tempo alle 01:43 di venerdì, 25 luglio 2008
questa
io mica me vergogno.
mpf.
ps: che poi io quando lo vedo che pianta i piedi così e aggetta la mascella mi immagino sempre che da un momento all'altro si tiri fuori l'uccello e inizi a pisciare con una mano sul fianco. Però secondo me era fico, prima che iniziasse a iniettarsi i big mac su per il naso.
Ora vado, ho detto la mia.
Gnegnet ha perso tempo alle 01:22 di martedì, 22 luglio 2008
Come ben sapete, Pans ha svariati superpoteri che gli consentono di stupire sempre il prossimo. Ad esempio, egli non riesce mai, nemmeno per sbaglio, ad indossare dei pantaloni puliti. Sopra c’è sempre qualche patacca, uno sbrodolìo, una macchia di dubbia provenienza, oppure molto spesso la lampo è rotta e va in giro senza curarsi delle conseguenze. Questi pantaloni macchiati di Pans sono come i corsi e ricorsi della storia, me li trovo sempre davanti e non so come fare. Li lavi e dopo due muniti sono di nuovo sporchi.
Mah.
Saranno i superpoteri.
Poi un altro potere intergalattico di Pans è perdere i soldi: mi ricordo una volta aveva le tasche bucate, e infilava i cinquantini nella tasca, e io gli dicevo Pans ma poi te li perdi, e lui mi diceva tranquilla babe e poi se li perdeva, e poi piangeva e diceva ora come faccio? Una volta si è perso anche un maglione non abbiamo mai capito come.
Un’altra volta si è perso lo zaino. Con dentro delle cose importanti come le penne nuove e il portafoglio e alcuni libri molto belli. Io gli dicevo Pans ho dei dubbi siano i superpoteri, secondo me sei solo brocco. Ma poi alla fine anche dopo settimane i baristi e i ristoratori ci trovavano lo zaino e Pans diceva vedi, c’è sempre una soluzione.
Io ho imparato a non arrabbiarmi più e ora me ne frego e lo lascio scorrazzare per l’aia insieme agli altri animali.
Dice che è contento così, che è nato così, che sono i superpoteri.
Gnegnet ha perso tempo alle 18:01 di domenica, 20 luglio 2008
A me viene l’orticaria per alcune cose, nella vita. Non sono sempre cose degne di nota, di alcune si potrebbe tacere, ma che ci vuoi fare, se mi fanno incazzare mi fanno incazzare. Magari sono limitata io.
Ma non credo (mood superbia on).
In questi casi mi ritorna in mente la vecchia storia della mia dittatura.
Ecco, nella mia dittatura si potranno aprire e chiudere blog a piacimento, ma sarà vietato:
Parlare di cosi tecnologici. Io odio, odio, odio, odio, quelli che fanno i post e blaterano di quanto pesa l’ultimo iphone, e di com’è lo schermo, e che colore è la luce di quando gli squilla (l’iphone squilla? vabbè, comunque avete capito), e che gliel’ha mandato a casa direttamente la signora nokia, e che loro usano il coso tecnologico anche come macinino per il pepe, e non sai com’è comodo. Ma sticazzi! Ma alla comunità bloggara, ma che gliene viene? Tanto se non me lo posso compra’, non me lo posso compra’. Basta con questi qui che vanno fino a hong-kong per avere l’ultimo ipod a 780 neuri color cannella munito di cuffie intonate col manico della caffettiera, porca mignotta li odio. Nella mia dittatura se ti compri il giochetto tecnologico che ancora non è uscito in italia verrai marchiato a fuoco in un punto scelto da me lì su due piedi, e valgono anche i genitali.
Fare le catene. Basta con le catene che ti obbligano a rispondere a domande cretine tipo Da piccolo portavi il ciuccio, quanto pesi, cosa mangi di solito a cena, ti piace lost. Ma soprattutto, nella mia dittatura se tu, blogger, rispondi alla catena, non puoi iniziare il post dicendo: Io odio le catene, uh le catene sono stupide, ma Tettolina75 mi ha costretto ih ih hi. No! Se le odi non le fai, dioclavicembalo!
(Qui c’è un obbligo, spe’). Obbligo di scatenare flame. Sto notando una pericolosissima deriva moralistica. Certo, anche internet deve essere un mondo vivibile, ma perché tutti moderano i commenti? Nella mia dittatura sarà vietato non far commentare gli anonimi, non esisteranno moderatori e vigerà la legge della giungla. Ormai i blogger più influenti sono di una noia catastrofica, sembrano tutti l’inserto del corriere, pure oscar luigi scalfaro c’ha un blog più vivo e creativo. Quindi, daje flame, daje tutti.
Vietati i raduni. Niente raduni, niente foto di raduni, niente post che parlano dei raduni. Tutti a casa a farsi i cazzi propri. Se vi volete incontrare, massimo massimo sono consentite tre persone. Possibile che non c’avete niente da fare? Non c’avete una casa, una famiglia? Ebbastanpo’.
Vietato tenere aperto un blog per più di tre anni. Qui non c'è niente da spiegare. Dopo tre anni il blog puzza, sa di stantio, arranchia e voi non gliela fate più. Allora perché insistere. Io pure chiuderò, magari lo apro da un'altra parte e non lo dico a nessuno, ma chiuderò. (sì, si può fare, non è vietato)
Ora per l'ennesima volta vado a struggermi sui siti dei voli per il Giappone, che tra l'altro costano come un iphone nuovo, e per questo non capisco come facciate a buttare i danari così quando potreste regalarli a me.
(a destra, Gnegnet dittatrice)
Gnegnet ha perso tempo alle 20:01 di venerdì, 18 luglio 2008
Gnegnet ha perso tempo alle 23:41 di domenica, 13 luglio 2008
E ricordati di ridurre al minimo le virgolette, specialmente con i caratteri rinascimentali
Robert Bringhurst è un poeta, tipografo, storico della cultura (?) canadese. Ve lo dico io prima così siete preparati: Robert Bringhurst è un ossessivo compulsivo, e come tale un ottimo teorico delle arti tipografiche. Mi sto leggendo questo libro (Gli elementi dello stile tipografico) che consiglio a tutti i tipografi, impaginatori, ossessivi-compulsivi, esteti e anche lettori attenti e presa dal raptus anale, guarda che cazzo stoaffà (in quanti capiranno questa altissima citazione?), mentre leggo prendo certi appunti di un ordine che farei spavento ai più. Insomma, Bringhurst passa in rassegna tutti i problemi che si incontrano nella creazione di una pagina di un libro, e dà consigli o detta regole su come risolverli per raggiungere un risultato raffinato, elegante, aggraziato, divertente, coerente col testo, che appassioni il lettore – oltre ad indicare quello che è tassativamente vietato.
Ad esempio: aggiungere poco o nessuno spazio alle sequenze di iniziali, a parte dopo l’ultimo punto (W.B. Yates e non W. B. Yates); non spaziare il minuscolo senza motivo (brutto stronzo); evitare di iniziare più di due righe consecutive con la stessa parola; evitare il trattino di a capo per più di tre righe di seguito; sillabare i nomi propri solo come ultima risorsa; non permettere che i titoli opprimano il testo!; usare font coerenti con la storia del testo: se stai lavorando su un testo italiano del 1900, non usare un font tedesco del 1800 (…). Beh, vabbè, poi prosegue per 361 pagine totali, in cui tratta tutto lo scibile sulla tipografia. Non c’è bisogno che vi dica che l’oggetto-libro in questione è bellissimo e curatissimo, e anche molto utile.
L’unico mio problema è che da adesso in poi sarà la fine: il prossimo step, per me, è imparare tutti i font a memoria. Dici, guarda Gnegnet, a me sembra un’impresa titanica, per non parlare dell’inutilità.
No, ti dico che è bello.
Ma te lo sapevi che Bodoni è morto nel 1813? Pensa tu.
Gnegnet ha perso tempo alle 14:54 di domenica, 13 luglio 2008
Che le sigarette facciano male non c'è dubbio, ma anche la mancanza di libertà provoca un certo fastidio, secondo me.

Gnegnet ha perso tempo alle 00:58 di venerdì, 11 luglio 2008
Cara %&/,
ti scrivo mentre grazie ai miei nuovi esercizi di treining alogeno riesco a reagire con calma e freddezza alla nona puntura di zanzara sul dito mignolo del piede. Oggi è stata una giornata molto pesante perché nonostante dei postumi da sbronza estiva, che m’è sfuggita di mano ancora non ho capito quando e come, stamattina dovevo fare una cosa di precisione e quindi mi è venuta la scimmia molesta. In mattinata infatti sono entrata in un vortice di emicrania e sigaretta e succo di frutta che è cessato solo alle 16.45, quando stremata e con una nuova e smagliante magliettazza di Calvin&Hobbes mi sono recata a fare una specie di colloquio per vedere se mi davano un altro, il secondo, stage. Sono salita, ho consegnato una cosa che dovevo consegnare, poi mi fanno Vuole fare il colloquio subito o lunedì? La scimmia mi suggerisce lunedì, perché davvero io volevo solo andare al bar a bere un caffellatte freddo, che in quel momento mi pareva l'unica cosa degna di sforzo, allora ho preso l’ascensore, sono scesa, e poi sono risalita e ho detto No vabbè scherzavo dai parliamo adesso, dando subito prova delle mie doti di fermezza, capacità decisionale e financo sviluppo cerebrale.
Lo stage (pare)(mica lo so se è vero) me lo daranno, e quindi sono a quota due. Ho chiesto se al terzo avrei vinto qualcosa, non so, un materassino per il mare, mi hanno detto No, ma le aumentano i punti simpatia. Che oggi come oggi, buttali via.
Ti saluto che ho sonno,
Basci.
Gnegnet
Gnegnet ha perso tempo alle 19:50 di mercoledì, 09 luglio 2008
Gnegnet: − Mentre aspetto che ti lavi e ti vesti scrivo un post.
P.: − Sì.