Gnegnet ha perso tempo alle 23:11 di lunedì, 28 aprile 2008
Col suo solito modo pacato, da fascista che va in giro cor pezzo e colla spranga, L'Alemanno festeggia la presa di Roma insieme al branco di amici suoi che esultano coi lacrimogeni e le bandiere dell'Italia, come allo stadio.
A me dispiacciono solo due cose. Uno, che Violante ha solo 4 mesi e vive in una città che no, non ha un sindaco di destra, ha un sindaco proprio fascista. Due, che quelle crape vuote della sinistra non hanno capito che Rutelli sarebbe stata La Scelta Perdente, l'archetipo di tutti i fallimenti elettorali, il nome che se lo pronunci alla gente di sinistra di Roma provochi vomito e allergia sparsa.
Ora però potrò sicuramente andare in giro di notte senza essere stuprata, perché si sa, il problema principale di Roma è quello delle violenze carnali per strada, certo. Alemanno, e anche tutti i giornalisti venduti che in questi giorni hanno fatto campagna elettorale di infimo livello schiaffando in prima pagina stupri e agguati alle vecchiette (che, ricordiamolo per i più distratti, esistono, ma non sono aumentati e ci sono sempre stati) andrebbero rinchiusi in galera, previo inserimento della chiave nel culo.

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Gnegnet ha perso tempo alle 01:35 di sabato, 26 aprile 2008



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Gnegnet ha perso tempo alle 19:17 di giovedì, 24 aprile 2008

Stamattina la giornata era iniziata anche bene: avevo fatto colazione al mio bar preferito (non ho un bar preferito, ma secondo me fa figo dirlo), ero arrivata al non lavoro in tempo per potermi sedere e non essere subito inondata di richieste come Non so fare il segno di spunta su excel, me lo fai tu?
E insomma tutto bene, batti cinque amico.
Poi ho visto quelle foto su repubblica.it.
Un cazzo di senso di angoscia, che non avete idea. Minchia, che impressione. Basita rimasi.

Volete, o voi lettori, ch’io apra un dibattito sull’inopportunità di riesumare un corpo e spalmarlo di cera ed esporlo a pubblica adorazione? Anche no.
Però queste file enormi di persone che fanno la fotina col cellulare al cadavere, bambini che baciano la teca, vecchie che svengono, ragazze alla prima mestruazione portate lì davanti per la benedizione secondo me sono interessantissime. Ora qualcuno dirà: non mancare di rispetto a chi veramente vuol bene al vecchio mago col saio, io dico no, ma infatti, massimo rispetto. Solo che secondo me andrete tutti all'inferno.
Però, eh.
Poi mi sono ripresa, poco dopo, grazie alla scoperta dell'e-store (notare il linguaggio ggiovane dei frati benedettini o cappuccini o francescani, ora mi sfugge) e di tanti oggettini deliziossissimi e per niente lugubri come il pinnone-candela da utilizzare nelle serate intime col tuo lui, quando vuoi fargli capire chi sei davvero, e i portachiavi in vera pelle di Padre Pio. A me piace il rosso.

Dico solo due parole, poi chi vuole capire capisce: il sette luglio è il mio compleanno. Eh.


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Gnegnet ha perso tempo alle 19:17 di martedì, 22 aprile 2008


Solo Arcibaldo,

il mio maggiordomo,

era rimasto al mio fianco.

Dopo tanti anni vissuti insieme, mi disse, io ero la sua famiglia.


Rat-Man: Grazie Arci, ma non voglio essere imparentato con un servo.



Caro Leo Ortolani,

ti scrivo per dirti che stamattina sull’autobus ero molto stanca ma mi sono subito ripresa col tuo Rat-Man. Mi fa tanto ridere, anche tu sei demente come me, come noi. Egli è il mio indiscusso eroe.
Le persone sulla mia stessa linea della demenza le capisco subito e vorrei immediatamente diventarci amica. Andiamo a prenderci un caffè, facciamo baldoria.
In realtà, le persone che riescono a farmi ridere sono sempre persone molto intelligenti e spesso anche un po’ depresse. Ora, magari non è il tuo caso, però boh. Sei depresso?
La sai la vecchia storia di Mastroianni, che faceva il coglione ma era anche depresso, e di Totò, che faceva il cretino ed era depressissimo, e di Remo Remotti che faceva Freud e mi fa sbellicare ma che nella vita è stato in manicomio?
Anche Bisio, una volta l’ho visto in una trasmissione con abatantuoMo e non sai quanto era triste, quanto era giù. Che poi, Bisio anche basta.
Abatantuono invece è cretino anche nel privato, sicuro. Lui mi faceva ridere prima, ora di meno. Però ecco, come uomo proprio mi piace un sacco. Alto, un po’ peloso, colla pansa.
MM.
Scusa, ho divagato.

Caro Leo, tu ora penserai: ma chi cazzo è questa? Niente, così, volevo scriverti, e dirti che mi fai ridere, e chiederti se per te  è meglio una sostenibile leggerezza dell'essere o una pesantissima consapevolezza di sé.

Con affetto non depresso ma allegro,

Gnegna

                      

                                                                   



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Gnegnet ha perso tempo alle 00:13 di martedì, 22 aprile 2008



Più lontani da Roma, più vicini a te.

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Gnegnet ha perso tempo alle 02:00 di domenica, 20 aprile 2008

Ora dico una cosa triste.
E pure banale.
La scorsa settimana è morto uno all’improvviso che lavorava alla casa editrice Minchiallegra. Solite cose: era giovane, aveva una figlia, ecc ecc. Vabbé, ho detto, succede (il cazzo).
Poi però – ma porca puttana – mi hanno messo a fare i cazzo di scatoloni delle robe del suo ufficio, allora ho impacchettato i disegni della figlietta, i bigliettini della compagna, le vignette stupide che aveva appeso alla bacheca. Le penne, i fogli, gli appunti, le cartoline da Ischia,  i numeri di telefono, i libri, i quadri, la posta, le fotografie.
Ho chiuso con lo scotch per pacchi.
Ho usato la carta quella per gli imballaggi.
Come ogni santa volta che muore qualcuno che proprio proprio, se vogliamo dirla tutta, non è che secondo me avesse tutta questa fretta di andarsene, non è che fosse proprio così necessario, mi vengono tutti quei pensieri che oh, anime ingenue, vengono un po’ a tutti.
Tipo: ma allora, io che smetto di fumare a fare. Io continuo ad andare a mangiare al ristorante indiano, a bere, a non trattarmi poi così bene, a mangiarmi le unghie, a fare stasera quello che domani ma che ne sai, magari piove pure. La vita veramente sono i biglietti, le foto, i disegni bruttarelli di tua figlia? Non m'ha risposto Talete, non m’ha riposto Bobbio, allora sai che c’é.
Poi mi era venuta voglia di scriverci qualcosa, su quello scatolone, perché ho pensato che sarebbe arrivato triste e marrone cacca alla compagna che stava a casa, e vedeva lo scatolone, e sai che schifo. Solo che non mi è venuto nulla da scrivere, e mi sono andata a fare un caffé triste.


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Gnegnet ha perso tempo alle 22:24 di giovedì, 17 aprile 2008
Per il 21 devo aver finito questo saggio su 'sto tipo pazzo che tagliava i racconti a Carver (il nome no, perché poi sapete no arriva qui e mi denuncia)(è ancora vivo).
Mi metto seduta al computer alle due, alle otto e mezzo il file word appositamente aperto e rinominato Io_Saggio.doc è bianco come le chiappe di nicole kidman. Il blocco del non scrittore. Una marea di informazioni, un caos di articoli e descrizioni di seminari sulla scrittura creativa.
Un consiglio di questo qui era Non usare il pompino alla fine (del racconto), ma all'inzio.
Stupisci, fai rimanere a bocca aperta.
Eh minchia, lo dici a me lo dici.

Questo credo abbia venduto in tutto due, forse tre libri in tutta la sua vita. Era pazzo e la gente sveniva durante i suoi workshop. Aveva la psoriasi e si vestiva da indiana jones. Proibiva agli studenti di andare a fare la pipì, e la gente si pisciava sotto. (cioè, che la gente si pisciasse sotto l'ho dedotto io, non l'ho letto da nessuna parte, ehm).
Io non ho letto nulla di lui, perché in Italia nessuno l'ha mai tradotto e anche in inglese i suoi libri non si trovano.
Io oggi ho preso 45 caffè.
La mia compagna di saggio, quella che sta nel gruppo con me, è ansiosa come sette Gnegnet messe insieme e ci scambiamo email deliranti tipo: se mi dici che sei tranquilla, sono tranquilla anche io.
Io riesco a mentire benissimo e le scrivo cose come Non sai cosa sta venendo fuori, roba che scotta!Altro che watergate! con un piglio così sciolto che dovrebbe quantomeno insospettirla.

Ieri il tipo che ci correggeva le esercitazioni passate, al corso, ci ha sputato in faccia urlando che scriviamo da fare pena ai cani e che rimarremo disoccupati a vita e che nemmeno la redazione di Cioè ci prenderebbe a lavorare.
Ha corretto riga per riga i lavori, lanciandoci addosso i pennaroni della lavagna e ridendo come un matto ogni stronzata che leggeva.
Io, per l'ansia che prendesse il mio lavoro, mi sono accucciata sotto la sedia e ho iniziato a pregare la madonnina.
Non l'ha tirato fuori, però, il mio. Ora, qualcuno dice: perché era ben fatto.
Secondo me nemmeno lo aveva portato perché il giorno prima, a casa, dopo averlo letto, l'aveva usato come base per la lettiera del gatto.

Torno a leggere.
Diocaprino.  


                            

In alto, Gnegnet e compagna di corso scrivono il pezzo della loro vita.

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Gnegnet ha perso tempo alle 15:39 di mercoledì, 16 aprile 2008

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Gnegnet ha perso tempo alle 02:30 di martedì, 15 aprile 2008
Io, ma ve lo dico, sono contenta.
Sono contenta perché da oggi in poi mi terrò fuori da qualsiasi discussione politica
non criticherò più il mio paese
non avrò più dubbi sulla pasta di cui è fatta più della metà degli italiani.
Io sto bene così, ormai so che la superiorità morale e le capacità politiche non servono a niente.
dici: sei amareggiata?
no, ma guarda no, ti assicuro. Ero serena mentre guardavo Castelli. Io ho un problema personale con lui. Nel senso che Silvio dici aò, almeno guarda, ha un suo perché. Un torvo perché, ma lo capisco. Per me lui è come topolino o pippo o pluto: c'è gente che li adora, c'è gente che ama i cartoni animati. Capisco.
Invece con Castelli ho un problema fisico, mi viene l'anemia se lo guardo fisso negli occhi.
Bossi vabbè, stasera ha detto: il sud, gli abbiamo dato i soldi, ma li ha sprecati tutti.
La sua capacità di analisi politica si ferma qui, però lui ce l'ha duro e sono almeno sicura di questo.
Dice eh ma la sinistra è sempre indietro; io sono d'accordo. Ma se avanti significa questo, mi chiedo: esisterà pure un'altra direzione.
Poi parli con i francesi e ti dicono: no, ma mica per silvio in sé, solo che ci chiediamo come mai dopo 15 anni ancora ce l'avete tra i coglioni. Dico, ah, non so, non conosco nessuno che l'ha votato.
Poi basta.
Fausto gli facevano le condoglianze.
Vespa gli ha anche detto: quando vuoi, questa è casa tua. Lui si è grattato, e anche io.
Niente,
così.
Cose così.

Dici sei amareggiato: ma no, ti assicuro, veramente. Bersani ha anche raccontato una barza in tivvù. Mejo de così.

N.d.A.: questo post non prevede nei commenti interventi da parte di pippi, pluti e paperini. Se qualcuno dice qualcosa come ad esempio Padania Libera lo cancello, e vi giuro sulle mie sise che non ho mai cancellato nessuno.

aggiornamento (radiolondra trasmette): dai piani alti dicono che questa forse sarà una ministra. Vado a  dormire.



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Gnegnet ha perso tempo alle 15:40 di lunedì, 14 aprile 2008
Io fino ai risultati definitivi non voglio sapere nulla. Già ho acceso la televisione e c'era uno della lega (si vedeva che era della lega perché parlava con una patata in bocca e aveva lo sguardo incazzato)(e il gel sui capelli, anche) che diceva cose come: Andiamoci piano, ma comunque siamo tranquilli.
Forse non vorrò sapere nulla nemmeno dopo i risultati.
Perché poi alla fine tu chiedi in giro: scusa, ma che hai votato Silvio?tu? e tu?
e ce ne fosse uno che dice Sì, sono stato io.
Nessuno lo vota mai a questo, ma come mai.
Ma dove sono.
Dove si nascondono.

Guardate vi giuro non vi faccio nulla, a me potete dirlo.
Venite da zia Gnegnet.


                                                      

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Stai sempre a cianciare


!?!

Stavi sempre a cianciare


Linc

Altre baggianate

Cucù