Gnegnet ha perso tempo alle 14:15 di mercoledì, 28 novembre 2007

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Gnegnet ha perso tempo alle 22:18 di domenica, 25 novembre 2007

Care mezze calzette,

non esagero se dico che oggi sono di una stanchezza allarmante. Ho tutta la stanchezza incastrata tra le giunture, la testa pesante, i pensieri lenti, l’occhio floscio e la mia velocità di pensiero supera di poco quella di un criceto. Ma no, non potevo non condividere con voi la recinzione di Omen: il presagio, film visto ieri sera e scelto tra una lista redatta con meticolosità certosina dal nostro amico ordinato che cataloga sempre i film che ha nei dvd, cosa che ricordiamo tutti faceva anche Hannibal Lecter in giovine età.

Tra tutti i film scegliamo Omen, ma qui a nostra discolpa dico che avevamo bevuto molto molto molto molto vino.

Omen è il remake paroparo dell’omonimo film del 1976 con Gregory Peck, e parla di un problema che tutti noi sentiamo vicino e che viene prima di bollette, mutui, salute dei figli e ricerca di un lavoro: la nascita dell’anticristo. Uno non ci pensa mai, a questa cosa, e non capisco proprio perché.

 

L’ambasciatore americano a Roma, interpretato da un giovine attore soprannominato affettuosamente da me e dalla madre Il Tronco, vive nell’urbe con la giovine moglie bionda vestita di abiti color pastello. Lei rimane incinta e partorisce nell’ospedale dei cappuccini, un luogo angosciante pieno di crocifissi e stanze grandi e tetre che secondo me potrebbe esistere veramente negli scantinati di s.pietro. Ma il parto si complica, e un sacerdote anch’egli uscito da un incubo di dylandogghiano comunica al nostro che il bambino è morto e la moglie è salva per miracolo divino, ma loro pensa che culo hanno per le mani un altro bambino nato quella stessa notte da madre subito deceduta che sarebbe disponibile per uno scambio. Eh, dice l’ambasciatore, che me frega tanto so’ tutti uguali sai che c’è io me lo pijo, e non lo dico a mia moglie tanto per lei sarà lo stesso perché mai dovrebbe accorgersene.

Passano due anni e i due insieme a Demian – il piccolo angioletto – si sono trasferiti a Londra. Vivono in una casa di cui nessuno saprà mai la metratura con precisione, ma dal giorno del secondo compleanno del bambino iniziano ad accadere strane e tragiche cose. Durante i festeggiamenti, una bambinaia si suicida gettandosi dal tetto della villa con al collo una corda a mo’ di impiccamento spettacolare. Poi Demian va allo zoo, e le scimmie si incazzano e spaccano i vetri e tutti gli animali si turbano. Poi viene presa una nuova tata un po’ stranuccia, Mia Farrow versione strega inglese, che fa il comodo suo con l’educazione del bambino e gli procura anche un cane nero chiaramente amico intimo di belzebù che dorme sempre ai piedi del piccoletto. In tutto ciò, mentre il padre fa pranzi e cene e ambascia di qua e di là, la madre inizia ad avere qualche sospettuccio. Perché demian non smocciola mai? Perché non ha mai le orecchie sporche? Perché non frigna e non guarda galaxy alla tv? Voi vedè che è mezzo imparentato col diavolo? In effetti, questo ragazzino è un po’ glaciale e guarda tutti con questi occhi azzurro-lente colorata e questi capelli neri corvini tinti palesemente, e sopra al lettuccio ha un disegno di tre navi crociate (?) e di un mostro nero gigante (!). Qualsiasi psicologa osservando i disegni avrebbe capito tutto, ma loro no, niente. Poi, la madre inizia a fare incubi inquietanti, e scopre di essere incinta. Parallelamente, un sacerdote pazzo che ha scoperto tutto inizia a inseguire l’ambasciatore per annunciargli chi cazzo si è messo in casa. Ma non lo fa chiedendogli un appuntamento e preparandosi un discorso comprensibile e ragionato. No. Lo ferma negli ascensori e gli urla frasi come Quando tutti i giudei torneranno a Sion un bambino uscirà dalle acque e le terre getteranno fuoco su di noi e sua madre era una sciacalla e io e te moriremo e anche tua moglie non sta tanto bene.

Ma che cazzo, quanto sei cretino da uno a dieci? L’ambasciatore naturalmente si irrita e lo fa cacciare dai buttafuori, e il prete pazzo ci riprova e lo rincontra e gli dice di nuovo La montagna della morte verde smeraldo e i giudei e Gerusalemme e maria maddalena i tre porcellini Cristoforo colombo ponte ponente ponteppì. Questa volta Tronco si spaventa un pochetto, anche perché una serie di eventi catastrofici iniziano ad avverarsi: moglie viene gettata dalle scale dal piccolo demian, e poco dopo uccisa in ospedale dalla governante (che sì, era un’adepta di satana). Il padre capisce che il bambino porta zella e insieme ad un fotografo che aveva collegato la nascita del bambino a vari altri funesti eventi di cui la bibbia straparla nel divertentissimo capitolo dell'Apocalisse decidono di uccidere il bambino. Vanno a Subiaco, dove sta il prete che la notte della nascita aveva scambiato i bambini. Il prete gli dice La madre di demian era una specie di sciacalla-cagna ed è morta e sepolta a Cerveteri. Allora i due vanno al cimitero e scoperchiano la tomba e vedono lo scheletro di una bestia orrenda e capiscono che altro che cazzi, mio figlio è proprio un portatore sano di 666!

                                          Vabbè.

Cazzi e mazzi alla fine l’ambasciatore scopre che deve ammazzare il bambino in una chiesa con sette pugnali disposti in modo da formare una croce e poi spargere il sangue sull’altare. Una cosa facile facile.

Volete sapere se ce la fa ad eliminare il regazzino? Eh? No perché mi rendo conto che potrebbe essere un duro colpo per tutti voi sapere ora, adesso, di domenica sera, che l’anticristo non è stato ucciso e lotta e combatte insieme a noi.

Ora.

Va detto che il regista ci diletta con scene come quella dell’ambasciatore che ritorna a Roma per indagare nell’ospedale e chiede informazioni ad un tassista romano che gli risponde in romanaccio stretto una cosa come Eh andiedi ieri dalla sora giovanna a comprà le puntarelle e me pare che nun ce stavano, per rendere ben chiaro al pubblico che a Roma tutti parlano così. Roma è descritta tipo il cairo ma con la presenza imponente e lugubre del vaticano con le suore che vendono i ciondoli in mezzo alle strade e operai che trivellano i tombini a torso nudo. Che, in effetti, a parte la rappresentazione estremamente ingenua, è così, porcavacca.

Per il resto, il film è una copia piatta dell’Omen originale che io ho visto anni fa e che mi pare avesse qualche punto in più rispetto a questa cosa qui. La favola dell’anticristo, come d'altronde quella della trinità, di dio e degli angeli e dei santi, affascina molte persone e per questo credo che sempre ci faranno film e ne racconteranno la storia.  Non ho altro da dire, a livello cinematografico il film non vale una sega e soprattutto non ho mai capito perché rifare un remake uguale all’originale: se è un omaggio ti è venuto male, mi spiace.

Poi, spezzo una lancia in favore di questo povero rigazzino che solo perché è il figlio di satana viene trattato male e tutti lo scherzano e vanno appresso a gesù che era buono e bello e gnegnegnè, e secondo me non è pedagogicamente corretta questa discriminazione tra bambini.

 

Voto: uno e mezzo.

 

Una cosa che so vi prenderà moltissimo: pare che forse il numero della bestia non sia 666 ma 616 (qui per vuole approfondire)(eh, certo).

Ah, poi in questi giorni ho dedicato un po’ del mio tempo prezioso alle letture di blog di cattolici ortodossi (non metto i link che poi lo so che andate lì a lasciare le bestemmie, che non c’è bisogno già l’ho fatto io) e ho notato che nelle categorie dei post questi blog hanno cose come Diavolo, Satana, Demonio. Ecco, io mi chiedo come possa andare a dormire tranquilla una persona che crede nell’esistenza di satana.

Mi rivolgo a te, credente nell'esistenza della capra cornuta, scrivimi che devo chiederti due tre cose.

(tipo, si può dire porcodemonioassassino o viene considerata frase immonda?)

 

Vado va che Tua madre morirà tra atroci sofferenze andiamo tutti a Sion Sodoma e Gomorra l’angelo caduto le fiamme dell’inferno e tutti i re si radunarono e sconfissero la bestia e trullallero trullallà.

 

In alto, un elegantissimo anticristo siede alla destra del padre.


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Gnegnet ha perso tempo alle 00:52 di giovedì, 22 novembre 2007

Scusate mi preme troppo, devo sproloquiare.

Come dicevo poc’anzi nei commenti, dopo una decina di minuti davanti a Vespa che straparla dell’omicidio di Perugia a colpi di “A Perugia circola tanta droga?, “E’ normale che in una casa di studenti giri così tanta gente, ehh, è normale?”, “Ma per festino cosa si intende?”, questi sono i miei desideri:

1) Che l’Italia tutta intera venga conquistata subito da un qualsiasi altro paese, preferibilmente l’Olanda, ma anche la Colombia va bene.

2)        Che tutti gli italiani vengano ridotti in schiavitù, che gli venga tolto il diritto di voto e di libertà di espressione.

3)          Che Vespa venga ucciso da un branco di tori impazziti e trascinato per metri e metri intorno al mio palazzo, mentre io mi trovo in finestra a godermi una sigaretta.

4)        Che dopo 300 anni, e solo dopo 300 anni di sofferenze, lentamente si ritorni in un periodo nuovo e illuminato.

5)     Che nella nuova costituzione italiana illuminata vengano assolutamente proibite espressioni come: la società di oggi, i giovani di oggi, il problema della droga.

6)        In caso tutto questo non riuscisse ad avverarsi, che tutti gli italiani si estinguano e che al posto di case e palazzi venga aperto un grandizzimo giardino botanico, verde e silenzioso.

 

 

E non mi sembra di chiedere troppo, maremmamaiala.


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Gnegnet ha perso tempo alle 16:30 di mercoledì, 21 novembre 2007


Regà ma che davero pensate sia divertente e utile il coso twitter?
no, veramente, dai, basta. Su.
Mi viene una tristezza, quando leggo quello che fate, che veramente.
"Scendo un attimo alla gs e compro i carciofi"
"Cucino i carciofi"
"Amore mi ha detto che mi ama"
"Mi si è incastrato il culo nella sedia"
"Rutto".
"Mi pensavo che c'era il tg delle 20.00 invece niente"

Dobbiamo andare tutti a zappare la terra, è giunta l'ora, me sa.




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Gnegnet ha perso tempo alle 02:13 di lunedì, 19 novembre 2007

Io ho aperto un blog solo per fare i post con le chiavi di ricerca, diotassista, e quindi ora metto un post con le chiavi di ricerca.

Se qualcuno commenta dicendo che palle i post con le chiavi di ricerca gli ricordo che esiste un paese chiamato fanculo.

 

Eccole.

 

agenda frate indovino

amiche con fotte

chi se fa li cazzi suoi campa cent'anni

copri cazzo

cornuto respinto

uomini gay calvi in mutande

il sabato sera, un giorno produttivo

la gente che non si fa i cazzi propri

leccaci la pianta dei piedi

merda a palate  

persone che hanno già fatto liposuzione alle caviglie

suffumigi alla vagina trama film

culo froscio

esiste un blog per contattare lucio dalla?

fa rima con cucchiarella

la moglie normale quante volte ha un’orgasmo?

ma andatevene un po’ a fanculo tutti

occhio al culo al nonno viene duro

se mio capo si dice di filmare cosa devo fare

sensazioni sul colosseo

ti ho visto il pisello!

vive con la madre pensionata nevrotico disoccupato

 

 

 

Voi siete un branco di gente spaventosa et ributtante.


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Gnegnet ha perso tempo alle 20:19 di domenica, 18 novembre 2007

Cari cotechini ripieni di strutto, care lasagne al pesto e pancetta rosolata nel burro di alce,
sono due giorni che mangio ininterrottamente e ne vado molto fiera. Tutte robe assolutamente dietetiche, come il risotto alla colombiana cotto nel latte di cocco caramellato e le pappardelle al sugo di cinghiale, un fagotto di cioccolato ripieno di cioccolato con gocce di cioccolato, il maialino con patate, i peperoni e la cicoria, i cannoli siciliani,le tapas, tua nonna marinata e mio nipote glassato.
Comunque. Ieri dopo le pappardelle sono planata sul letto, e tra rutti e lamenti ho finalmente visto Le vite degli altri. Che infatti ora quando penso a questo film rutto automaticamente, davvero.
Questo film non tratta di un argomento leggero o divertente o modaiolo o di quegli argomenti che poi tu il giorno dopo ne parli in ufficio e tutti te ne sono grati, no, perché parla della stasi (Ministerium für Staatssicherheit, Ministero per la Sicurezza di Stato) e della ddr (Deutsche Demokratische Republik) e trasuda di conseguenza squallore da tutti i pori della pellicola. Chi è stato a Berlino exest capisce cosa intendo. Casermoni, tutto grigiuo, piazze grandi, uomini grigiui con cappotti beige e ombrelli neri, e mai nessuno che rida o faccia una battuta o citofoni a un campanello per poi scappare. Questo oggi, quindi tu pensa nel 1985.
Il film è la storia di un impiegato della stasi che viene messo a spiare giorno e notte uno scrittore sospetto. Lo scrittore sospetto, che chiameremo con un tipico nome tedesco, Ciccio, inizialmente non pare fare nulla di sospetto. Ma poi muore il suo amico compagno Osvaldo, regista censurato dal regime e ormai in declino, e allora si sveglia e decide di scrivere un articolo-denuncia  e di inviarlo allo Spiegel, nella germania ovest. La trama è complessa, io ve la faccio breve eh. Quando lo spione si rende conto che sta uscendo fuori roba scottante e che dovrebbe subito fare rapporto al capo-stasi e a Lenin, inizia però a coprirlo e redigere rapporti fasulli. Perchè? Perché spione, la cui vita è la vita degli altri, degli spiati, in parte si rende conto della follia di questo sistema di spie e spiati, anch’esso macchiato di favoritismi e marchette da ministri che vogliono il potere e col socialismo hanno forse poco a che fare, e in parte si è affezionato e identificato con la vita di Ciccio. Come finisce il film?

Un po’ male, un po’ bene (?), un po’ veramente non sono in grado di riassumere tutto a causa delle pappardelle che mi premono sul cervelletto e quindi vedetelo, è molto bello. In realtà non volevo fare una recinzione seria (uh, strano) perché avevo più voglia di scrivere di qualche film orrendo, che è più divertente e viene meglio, ma ultimamente non ne ho visti. Ho visto il trailer del film con Boldi, e quello di dario argento, ma con tutta la buona volontà mica posso vederli, che cazzo.
Naturalmente quando finisci di vedere Le vite degli altri, ti assale come un leggero panico da cimice nascosta sotto il letto. Qualcuno mi sta ascoltando? Che verbali redigerebbe sulla mia vita? Devo sparlare di Mariuccia, che faccio metto la musica a palla e bisbiglio? Ho ancora un po’ quest’ansia, oggi, infatti giro da tre ore per casa con una lavagnetta e comunico con gli altri così, perché che ne sai, vatti a fidare.

 

Ah. Voto: tre stellette. Clap clap, è anche regista giovine e esordiente, altro che pupi avati e soldini e basta co’ ‘ste stronzate.

 

Ciao, dopo la recinzione più sconclusionata sulla faccia di Insanoloco vado a mangiare il pezzo di torta alle mele rubato dal casa di teschio, che è quella che mi ha cucinato il risotto colombiano e che tempo fa era caduta nell’orchestra del teatro mentre ballava. (ciao Teschia mia!).

 

 

 

Ore 15.20: il soggetto ha appena finito di pranzare ma reclama ancora risotto

 

Ore 16.00: il soggetto parla al telefono di cose noiose e si burla del Partito del popolo libero, nuovo parto del cervello in putrefazione del cavalier banana

 

Ore 17.00: il soggetto si lamenta perché ha mal di pancia

 

Ore 17.13: il soggetto mangia una barretta di cioccolata

 

Ore 18.00: il soggetto dice frasi come Parla piano che ieri ho visto Le vite degli altri

 

Ore 19.00: musica a tutto volume, non capisco nulla. Fine del verbale.

 

Tiè.

 

 

In alto, spione spia e conseguentemente non è figlio di Maria.


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Gnegnet ha perso tempo alle 17:57 di venerdì, 16 novembre 2007




Gigi Proietti interpreta: Er tranquillante nostro.

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Gnegnet ha perso tempo alle 23:17 di lunedì, 12 novembre 2007

Oggi non ho voglia per nulla di trattarvi come meritate, coi guanti e con i cucchiaini di miele. Oggi saturno è entrato in venere e gli ha fatto il culo a tarallo e a me non resta che scrivere un’altra recinzione mentre aspetto che esca un altro caffè, mentre parlo con te, mentre ragiono su di me, mentre mia madre si fa il bidet, e merda a palate su di me.
Cosa volevo recensire? Volevo recensire Cuore selvaggio. Posso? Sì? Mi date l’ok? Allora vado.
Lynch, si sa, ha un pusher prezioso e noi tutti glielo invidiamo. Questo film, incredibbolmente, ha una trama e – mi pare – nessun nano che balla sui tavoli mentre recita un antico canto russo.
Lula ha una madre cattiva, con le unghie lunghe laccate di arancione e parrucche bionde e vestiti rosa. Lei ha 20anni e ama Sailor, un giovine con la giacca di serpente che una sera ammazza a mani nude un tipo che lo minacciava. Sailor si fa tot anni di galera, esce e rincontra Lula. I due fuggono nel profondo sud, in macchina. Ma la madre è contraria, e assolda i due suoi amanti per rincorrerli in Texas dove i due sono fuggiti. Uno dei due amanti, Marcelo Santos, era stato complice dell’arcigna genitrice nell’assassinio di suo marito, il padre di Lula. E per Marcelo faceva da autista, anni prima, proprio Sailor.
Tante peripezie i due dovranno affrontare nel nome dell’ammore, compreso l’incontro con Bobbi Perù, un Willem Dafoe coi denti marci e la testa bacata. Lula intanto rimane incinta. Perù coinvolge Sailor in una finta rapina inscenata per farlo fuori, su ordine della madre cattiva; Sailor non muore ma viene rimesso dentro e quando uscirà si ritroverà una Lula che ancora l’attende e un piccolo bambino che lo chiama papà.
Ecco, questa è la trama. Detta così, sì, fa schifo. Ma Lynch costruisce su questa storia d’amore – tratta dal libro omonimo di Barry Gifford, Wild at Heart – una parodia della lotta tra il bene e il male e una favola d’amore grottesca. Tutto il film è pieno di  citazioni della fiabaccia americana de Il mago di Oz. La madre di Lula – Diane Ladd, che è veramente la madre di Laura Dern nella realtà – è la strega cattiva: ogni tanto la figlia la vede volare sulla scopa, mentre scappano in auto, e la vecchia indossa anche scarpe nere a punta. Nelle ultime scene, Sailor, uscito dal gabbio, non sa se rimanere con Lula o no, ma la fatina buona – la Laura Palmer di Twin Peaks -  lo intima a non abbandonare un’occasione per amare.

Il film non fa parte di un genere preciso: c’è la storia d’amore tra questi due mezzi stupidi, c’è qualche personaggio spaventoso, ci sono le strade senza fine dell’America profonda, c’è la periferia, ci sono scene di sesso e di amore, ci sono frasi volutamente comiche, ma pronunciate con profonda serietà, come È un mondo senza pietà che ha dentro di sé un cuore selvaggio, le canzoni di Elvis cantate da Cage che è matto come un cavallo.
A tratti pare che la storia scivoli su binari consueti e prevedibili, poi però Lynch ingolla un altro pasticcone e via con le scene visionarie e strambe.

 

Ora. A me il film è piaciuto molto. C’è chi mi ha detto è il film più noioso che io abbia mai visto, cosa c’è che ti è piaciuto? In realtà, credo che di Lynch mi piaccia l’imprevedibilità e l’uso di un linguaggio originale, i momenti in cui evidentemente prende per il culo lo spettatore, e il fatto che riesca sempre a stupire. Al festival di Cannes Bertolucci mosse mari e monti per premiarlo, e ci riuscì.
Nell’ultima scena, Sailor e Lula si baciano in piedi sulla loro macchina, e lui le intona Love me tender, la canzone che avrebbe cantato solo a sua moglie. Scena ridicola e molto fica.

Un'ultima cosa: il film è del 1990, e secondo me Tarantino ne rimase mooolto mooolto impressionato (a buon intenditor)

 
Voto: tre stellette meno meno (a volte il grottesco è un pochetto troppo grottesco, ecco, ma solo una nticchia)

 

Compiti per casa: cercate di capire come una cosa possa essere bella e ridicola nello stesso tempo, e scrivetemi mezza paginetta. Vanno bene anche i pensierini.

Adesso vado a togliermi questa merda di dosso.

Con permesso.


 

  A sinistra Lynch fuma una sigaretta sicuramente di droga.


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Gnegnet ha perso tempo alle 18:21 di mercoledì, 07 novembre 2007

Cari numero 5 lettori che ogni tanto leggete e non ho ancora capito perché,
oggi una recinzione acida. Che mi viene bene perché ho freddo, non riesco più a finire questa tesi e ogni volta che mi siedo davanti al computer mi vien da vomitare, ho dei forti dolori mestruali e non posso prendere aulin/morfina/droga, non ho più una lira e mi hanno rigato la macchina con la chiave, con particolare foga, in profondità.
[A me è venuto il dubbio che la mia macchina possa essere presa giustamente di mira per la presenza di un logo MTV sulla fiancata, logo intoglibile e orribile conseguenza della nefasta scelta del modello fatta dal primo proprietario, evidentemente un fan di enrico silvestrin e cristina aguileira o come cazzo se scrive.
Ma invece secondo qualcuno, queste maledizioni a catena sono iniziate proprio il giorno del furto di un pirulo chiudi camera d’aria preso da un motorino altrui per compensare la mancanza di pirulo proprio. È probabile infatti che tale pirulo rubato sia maledetto e mi abbia appiccicato addosso la sfigaiella. (a questo proposito, propongo sceneggiatura film dell’orrore di serie z: la storia di una giovine che conduceva una vita spensierata, ma dopo il furto di un pirulo entrerà in tunnel di sfiga vorticosa che la porterà al suicidio. Ultima scena, fermoimmagine su un pirulo nero attaccato al motorino dal quale cola del sangue)(occhei, mi fermo)]

Come potete vedere, questo post, tra macchine rigate e piccoli furti, inizia all’insegna della microcriminalità.
Quindi state tutti accuort, aè!

Ora cercherò di essere lucida, però.
Si va a vedere Giorni e Nuvole di Soldini, il fratello del velista solitario, e lo si va a vedere con curiosità e anche con un po’ di febbre (pirulo non mi avrai). Questo film me lo pubblicizzano come un film sul precariato e sulla disoccupazione. Vabbè, dico, è un tema trito e ritrito ma non si sa mai.
Margheritabui e Antonioalbanese sono una coppia della media borghesia fighetta che si ama, e vive a Genova. Lei non fa un cazzo – cioè, si è appena presa una laurea e ha l’hobby del restauro – mentre lui lavora in una società che ha qualcosa a che fare con le navi. Hanno una figlia ventenne che lavora in un ristorante di cui è socia ed è fidanzata con uomo lavoratore non approvato dal padre (persona che era con me al cinema mi distraeva con giudizi pesanti sull’aspetto fisico della figlia, chiamandola simpaticamente Mariangela).
I due fanno una vita agiata: cene fuori, amici e feste.
Ma un giorno marito va da moglie e le dice: cara, sono due mesi che non lavoro perchè il socio mi ha silurato, dobbiamo vendere la casa e trasferisci in affitto, dare via la barchetta e possibilmente anche il culo. Così, dal giorno alla notte. Sgomento. Ma come caro, come cazzo è che non lavori da due mesi?perchè non me l’hai detto? Qui, va detto, se fosse stato un film sulla mia vita non sarebbe potuto proseguire oltre: fammi capire, abbiamo dei problemi economici, tu so’ du mesi che invece de andà a lavorà stai chiuso nella barca a fa la settimana enigmistica e non mi avverti? Meriti sì o no la morte?direi di sì.
Da qui ovviamente il declino.
Lui non trova un lavoro adeguato alle sue competenze; lei si mette a fare lavoretti tipo call center e segretaria. Si trasferiscono in periferia. Lui cerca di trovare qualcosa, e inizia ad aiutare due suoi ex operai disoccupati che imbiancano case, si mette a fare le consegne, poi cade in depressione e passa i pomeriggi a schiacciare bottiglie di plastica. La nuova vita è ovviamente deprimente e faticosa. Inoltre, siccome si vergognano, all’inizio non dicono nulla agli amici, non ne parlano con nessuno. Vabbè, non succede null’altro. I due superano la crisi e si ricongiungono nel nome dell’ammore, sempre continuando a fare una vita dimmerda.

Perché questo film mi ha irritato così tanto?allora, prima di tutto perché non ha in realtà nulla da dire, anche se quel nulla non lo dice poi male. Ma è chiaro che avrebbe voluto essere un film portatore di grandi messaggi. Invece è uscita fuori una cosa mingherlina, striminzitella, anche un po’ codarda. Dà come l’impressione che Soldini sia caduto ieri sera dal pero.
Poi, la coppia è una coppia borghese nel senso bruttino del termine e lui te la fa passare come una coppia normale. E lui (lui-soldini), secondo me, un po’ è come loro e non riesce, quindi, a fare una critica spassionata. Ora, per esempio, il loro rapporto di amicizia con le altre coppie e con le persone che le circondano fa cordialmente schifo. Lei non dice nulla all’amica perché si vergogna dei problemi economici. È una reazione che molte persone possono istintivamente avere, va bene, ma poi mi sono domandata cosa farei io e se ne parlerei con i miei amici più intimi. Ma sì, direi.
Dici: no, ma tu non puoi dare un giudizio negativo al film perché ti stanno antipatici i protagonisti. Sì, ma io non ho capito cosa vuole farci capire Soldini co’ sto film. Non ho capito. Ma la regia c'è.

Voto: due stellette, ma così, controvoglia

Poi, un messaggio per Albanese: a teatro rendi 10, al cinema 5. Perché ostinarsi? (anche se qui non fai particolarmente schifo, dai)
Un messaggio per la Buy: secondo me sei bella, ma iddio aiuti l’uomo che ti sta accanto.
Un messaggio per rigatore di macchina: quando meno te lo aspetti ti avvito il pirulo al motorello, occhio.
Un messaggio per me: devo tornare a copiare
katalúmatoj mèn

dhmosíou kaì xeníwn ÒxiÍqh, tòn dè etc. etc.


 

  A sinistra, Margherita Buy si chiede cosa abbia voluto dirci Soldini



update: per forza

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Gnegnet ha perso tempo alle 17:21 di martedì, 06 novembre 2007
Consiglio: questo post.

UPDATE: Nerkio io ti spio! :-)

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Ultimi blablabla

!?!

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