Io mi sono commossa quando Morricone ha vinto l’oscar, anche se odio gli oscar. Ma ultimamente mi commuovo facilmente; oggi ha telefonato un tizio di tecnocasa e gli stavo per attaccare la famigerata pippa.
Stanotte ho sognato che la banda della magliana mi rapiva e mi portava in un capannone fuori Roma. La modalità del rapimento era inconsueta, visto che ad un certo punto – zoom – scena in cui io li seguo con la mia macchina. Forse in fondo ho sempre dubitato della professionalità della banda? Oppure la verità è che nemmeno nei sogni faccio le cose per bene.
I tipi che mi rapivano erano anche simpatici eh, andavamo a mangiare le bistecche e io ridevo.In una scena ricordo distintamente di aver ordinato un piatto di cicoria.
A sedici anni ho letto l’interpretazione dei sogni di Freud, ma ho come il sospetto che nel mio caso non ci sia nulla da interpretare, è solo questione di panino con i crauti mangiato alle 2 di notte (Sigmund, famo che è così, eh).
Vado in segreteria e mi costringo a chiedere il calendario delle tesi, perché basta, non posso continuare a rimandare. Il fatto è che se solo vedo le date mi prende l’ansia e sento il fiato sul collo di tutta la facoltà.
Nella realtà, invece, nessuno – ovviamente – mi sta pensando, o mi sta mettendo pressione (a parte i miei che ogni tanto mi guardano sconsolati). Il mese storico dovrebbe essere luglio; se riesco a laurearmi il giorno del mio compleanno farò il bis, visto che anche l’orale della maturità – nel
Mia madre mi dice frasi come: tu non ti confidi mai, tu non ti apri, hai questa vita così segreta.
Mamma, oh mamma! Deh!
Non mi sono mai aperta in 25 anni, vuoi che inizi ora? Vedi meno film, mamma. Poi non è vero, due anni fa le parlai di un mio mal di pancia.
Io penso che dopo i 18 anni, un figlio come ti è venuto, ti è venuto. Non puoi pensare di cambiarlo nel figlio che vorresti tu. Vorresti una figlia cicci cicci?non ce l’hai, non è una tragedia. Certo, a volte mi faccio schifo da sola, ma questo è un altro discorso.
Ho la testa che mi scoppia, ho eliminato i caffè ma fumo il doppio. Meglio morire di cancro o intossicarsi con la caffeina?credo la seconda.
Poi non voglio assolutamente affrontare il discorso crisi di governo; l’apocalisse si sta annunciando attraverso piccoli segnali: berlusconi di nuovo contento, il vicino di casa che martella alle due di notte con particolare foga, il cielo sempre grigio e io che mi creo, lentamente ma scrupolosamente, il vuoto intorno.
Però vado a Siviglia.
Tiè.
(dei post vergognosi, eh)
Cerco su internet se il guaranà ha controindicazioni.
No, però ecco, non prendetelo se già siete nervosi e soprattutto non assumete teina e/o caffeina ed eccitanti vari contemporaneamente.
(Ah, ecco perché oggi pomeriggio dopo una giornata sfiancante hanno dovuto abbattermi per farmi tornare a casa).
Poi mi vengono degli attacchi di logorrea imbarazzanti, intervallati da momenti di lobotomia e confusione mentale – che sarebbe poi il mio status normale.
Adesso.
La nuova sfida è preparare questo esame in 6 giorni.
Sì, lo so, è vergognoso. Oggi ho letto il capitolo su “Rame, stagno, bronzo e ferro nell’antichità”. Il momento più esaltante a pagina 133 (in culo a te – lo devo dire per contratto ogni volta che dico 3, scusate):
“Lo stagno è dotato di notevole cristallinità, una caratteristica che è responsabile del cosiddetto grido dello stagno, uno scricchiolio che si produce per lo scivolamento dei cristalli uno sull’altro quando viene piegata una barra di questo metallo”.
Da qui, più nulla è stato uguale.
Cioè, esisteva una cosa chiamata grido dello stagno, e io non lo sapevo??!!
Ma che cazzo è ‘sto rumore: eh, il grido dello stagno.
Causa forse anche guaranà tupac, il mio cervello ha iniziato a produrre immagini tipo: un’asta di stagno nella doccia che sta per essere accoltellata e grida - film horror – Il grido dello stagno.
Opera lirica incentrata su un pezzo di stagno che muore di tifo e si lamenta, e cose così.
Alla fine lo stagno è risultato il metallo più simpatico nella mia personale classifica. Secondo posto al rame – così malleabile e colorato e senza troppe fisime.
Ultimissimo in classifica il ferro, ché lo trovi ovunque e devi temprarlo e altre cose faticose, che infatti le spade dei celti erano ridicole e dopo pochi minuti si piegavano e loro dovevano raddrizzarle sotto i piedi (Bossi se vuoi replicare, fai pure).
Adesso vado a farmi il caffè decaffeinato, nonostante mi fossi ripromessa di non comprarlo più a causa della pubblicità odiosa con quella tipa odiosa che deve morire che ciuccia l’hag come fosse nettare divino.
Ciao.
Le donne se ridono tanto possono farsi la pipì addosso, gli uomini no. Non sanno che si perdono eh. Altro che la gioia del parto.
De gregori usa l’ermetismo per mascherare la sua incapacità di cantautore?
Se usi le parola scatola, gatto e asso di quadri nella stessa strofa, ce stai a marcià (ciao Fra)
Il mio amico mi dice che a Siviglia incontra francesi che ce l’hanno ancora per i mondiali.
Uno di loro gli ha detto italiano burino coatto, e lui, forte della gloriosa vittoria berlinese senza troppe pretese, gli ha risposto sì, ma campione del mondo. Il mio amico io lo stimo.
Poi ho comprato l’ultimo libro di Niccolò. L’ho letto e mi ha deluso. E’ un po’ come la parte finale di una storia d’amore. Adesso o fa qualche colpo di testa – cento rose rosse vanno bene – o è finita.
Questa canzone. Quando la ascolto, mi muovo con fare languido come fa lui. Mi faccio anche lo stesso ciuffo.
Me la sento 23 volte di seguito, poi mi viene la nausea, aspetto qualche ora, e ricomincio – (come con le mie pippe mentali, ora che ci penso).
Ieri sera in questo pubbe è entrato un tizio che vendeva accendini e rose; un tipo ha rifiutato la sua offerta rivolgendosi a lui con una frase tipo: no grazie io non volere nulla, se volere da te chiedere.
Cos’è, è tornato di moda l’infinito storico? Cos’è, hai deciso di far tornare in voga il latino?
Testa di cazzo. Poi non si capisce perché ai venditori ambulanti la gente dia automaticamente del tu. Non sono mica bambini di tre anni eh.
Amarezza.

- Salve, si accomodi. Ci ha inviato il suo curriculum una settimana fa, ma siamo rimasti così colpiti dai suoi requisiti che abbiamo deciso di richiamarla subito.
- beh, grazie, eh
- Allora. Qui lei scrive che non ha nessun interesse per questo impiego, giusto?
- beh, sì, mi fa sinceramente anche un po’ schifo
- Ok. Bene
- Poi ecco, vede, io credo che tutti i lavori, al mondo, finiscano per ucciderti se inizi a crederci veramente. Mi servono solo dei soldi per comprarmi beni di prima necessità, mica per altro eh, non vorrei passasse di me un’immagine di donna che non sono, un’immagine sbagliata.
- Sì, capisco quello che intende. Altre esperienze precedenti?
- Un lavoro un anno fa, meglio di questa merda, tra l’altro.
- Senta, può descriversi in breve?
- Mah, la cosa che mi caratterizza di più è la totale mancanza di motivazioni. Inoltre non metto impegno quasi in nessuna cosa, non ho nessuna capacità e nemmeno senso di responsabilità. Vado avanti solo perché la respirazione dipende anche dal sistema nervoso involontario. E non voglio ticket restaurant ma soldi.
- Assunta
- Echeccazzo!
Perpetuo
Come
Il
Canto
Della
Tua
Disperazione
Mi dedico del tempo, ascolto una trompette che mi mette allegria e sono un po’ sopra le righe. Lo sai che oggi ho visto un pisello? Sì, di uno sconosciuto, che si è fermato con grande fragore di ruote accanto a me, e me lo ha mostrato con aria soddisfatta. E’ carino, è carino, stai tranquillo.
Il greco io l’ho dimenticato, perché ho dovuto rimuovere le cose inutili per far posto ad altro; adesso esce fuori che devo ripassare l’aoristo. Bah, l’aoristo; mi ha sempre puzzato di fregatura.
Questo ed altro mi ha portato la pioggia. Piselli e aoristi.
Perpetuo
Come
Il
Canto
Della
Tua
Disperazione
“Quanti sensi ha l'uomo?
Cinque:
per sentire, vedere, toccare, colore, profumo.
Quanti sensi ha la vita?
Cinque:
nascere ragazzo, persona, ammalato, funerali.
Quanti sensi ha la terra?
Cinque:
aria, terreno, scotta, acqua, verdura.
Quanti sensi ha l'amore?
Cinque:
conoscere, conversazione, appuntamento, sposare, sempre sposare.”
Brunello Robertetti
(Io ho poca capacità di sintesi e sono invece una persona attenta ai particolari, alle minuzie, alle stronzatine. La mia rubrica del cuore è non tutti sanno che, quella che ti svela quanti chicchi di caffè ci sono per ogni foglia della pianta e che un ramarro ha un orgasmo di 5,5 secondi)
Quindi.
Ne deriva un interesse ostinato e inutile per le curiosità o i particolari che riguardano i film. La mia passione per il cinema è caratterizzata anche dalla raccolta idiota di informazioni che ai fini della comprensione e fruizione del film sono assolutamente secondarie. Ma sapere che il tizio che passa dietro il carretto dei fiori nella terza scena è il cugino del figlio di Diane Keaton, ah, mi manda in estasi eh. Per cui, quesito, come ho speso i primi soldi guadagnati con il primo lavoretto? Ma comprando il dizionario del cinema, un oggetto fondamentale da tenere ben esposto nella propria libreria. Su questi dizionari trovi la scheda di tutti i film usciti al cinema, scheda che in genere è farcita da considerazioni anche cattive sul regista e sulla pellicola, considerazioni che nel caso del signor mereghetti sono sempre o di amore assoluto o di snobismo totale (se vi capita, andate a leggere cosa dice di lars von trier, che a me tra l’altro sta anche sinceramente sulle palle, ma lì è trattato come è trattato alvaro vitali – che poi, vabbè, sì la rivalutazione delle scoregge di pierino che in realtà esprimono il vacuum esistenziale blablabla).
Quindi per un mese dopo l’acquisto per ogni cazzo di film che vedevo andavo a leggere cosa mi diceva mereghetti nella sezione curiosità. Eh, quante ne so adesso. Come si può vivere senza sapere che in* Il sospetto nel bicchiere di latte c’era una lampadina? E che Le streghe di Eastwick , causa legge Mammì, qui in Italia non si può mandare integralmente in onda alla tivvù? Oppure che il notissimo film Fatti strafatti e strafighe si chiama in realtà Dude, where’s my car?
Effettivamente, la parte più interessante del dizionario è l’indice dei titoli originali. A me questa cosa che in Italia cambiano i titoli con robe che non c’entrano niente mi manda ai matti. Io dico, ma il titolo è fondamentale, il titolo è parte integrante del film – come anche di un libro-, minchia!
Esempio: il film Mad Bomber, USA 1972, una pietra mi-lia-re del cinema mondiale, in Italia è uscito col titolo: Mad Bomber sputato dall’inferno. Sputato?Vabbè. Oppure National Lampoon’s Van Wilder , in Italia – attenzione – diventa Maial College.
E ora IL pensiero profondo.
Perché poi tutto questo cinema di serie Z, questi attori che hanno fatto due cose e poi hanno aperto una gelateria, queste carriere mai decollate, queste trame ridicole a me hanno sempre affascinato. Le regie senza impegno, le locandine di merda, i microfoni che spuntano nell’inquadratura, tutti quei film che gli attori all’apice della carriera rinnegano. Pensa ai truccatori, dei film di merda! Pensa a quelli che distribuiscono i cestini, nei film di merda!
Io ci penso, a tutto questo sostrato di fallimento, io ci penso.
*Io scriverei ne Il, si può o fa cagare? secondo me è meglio ne-.
Insanoloco, da oggi anche accademia dei corn flakes.
Io mi trascino, precisamente da un mese circa. Mi trascino dalla mattina, da quando metto piede a terra, e mi trascino la sera, anche al supermercato, anche quando guardo un film comico, anche quando parlo con me. Arranco, ho il fiatone, eppure sto ferma e non faccio nulla. Ho il sole in piazza rare volte, il resto è pioggia che mi bagna. E’ esattamente come anni fa, quando però il motivo ce l’avevo. E la sera è il momento peggiore, cazzo, è il momento nero. La cosa che mi spaventa è che non faccio nessuno sforzo, ma nemmeno mi compatisco. Non mi guardo nemmeno più allo specchio. Che è quella faccia triste? – mi fanno. Non è niente, non è niente. Mi dimentico pure le cose importanti, mi scordo dei compleanni, salto gli appuntamenti. Perdo due ore così, come niente fosse, sdraiata sul divano col libro in mano a fissare la tipa del quadro che ha i miei stessi capelli, solo che è più bella ed è nuda e sta seduta vicino ad un uccello. Secondo me è un doppio senso dipinto, ne sono convinta. Poi per dire, la scorsa settimana sono andata a questa festa e ho fatto una cosa carina, ho ballato un lento. Con le giravolte e tutto. Con la mano dietro la schiena e il mento sulla spalla. Il tipo era considerevolmente più alto di me, quindi in realtà il mio mento era nel taschino della sua giacca. Per dire, uno vuole solo morire e invece poi depenna pure una voce dalla lista delle cose che vanno fatte prima di morire (n. 45 – ballare un lento). Ma io ti chiedo, mondo infame, un lento senza amore è vero lento? Scrivo alla Aspesi? Eh?
(Cara Natalia,
ho ballato un lento con tutti i crismi ma non mi sento appagata, non c’era sentimento, era tutta tecnica e niente imbarazzo. Non mi rispondere come
Sto ampazzì.
(chi sei tu che sei arrivato qui cercando "amico che mi lecca i piedi?" facciamo amicizia?)