Gnegnet ha perso tempo alle 18:13 di mercoledì, 31 gennaio 2007

In quest’ultima settimana, oltre a rinnovare affetti, darmi delle regole, mangiare con gusto un intero panettone avanzo sma euri 1.65 e altre cose che non dico perché anche no, mi è tornato in mente Mr. Bear.

Mr Bear era un mio compagnuccio del liceo, e già il nome. E già il nome.(Traducete dall’inglese. Ecco. Bravi. Sì, era proprio il suo nome all’anagrafe. Fico!). Egli mi voleva un gran bene, e io ne volevo a lui. Diciamo che fondamentalmente egli voleva anche limonare, io meno, ma sai come vanno queste cose, uno zerbino – ammettiamolo – fa sempre comodo. Alza l’autostima e abbassa la noia. Per cui ebbe inizio la saga di Mr Bear.

Mi vuoi?mi ami?io ti amo!io no, ma forse sì, aspetta. Ed è proseguita per un anno e mezzo, se non sbaglio. La verità è che a me lui piaceva come personaggio, perché era un personaggio.

Particolarità di Mr Bean che me lo facevano apprezzare, anche se non fino a facciamo lingua in bocca ufficialmente for ever and ever:

  • alcolizzato all’età di 17 anni. Ma no, non una birretta al pubbetto. Ci andava giù pesante. Scene struggenti: lui che vomitava al bagno, io che ero scissa tra il desiderio di spaccargli la faccia e quello di amare quest’uomo che certo, padre dei miei figli no*, ma vuoi mettere il confronto con quei mocciosetti che ancora ordinavano chiare piccole?ma figurati, dieci a uno (eh, certo).
  • tendenza alla depressione canterina: in questi momenti, mi dedicava le canzoni amorose dei ledzeppelin, perché a lui piaceva cantare. Ricordo come fosse ieri i milleeduecento beibibeibibeibi di wholelottalove che non se ne poteva più.
  • romanticismo a fottere: era chiaro già nella notte dei tempi che nel campo romanticismo canonico io non sarei mai stata proprio bravissima. Se mi dici che begli occhi, devo per forza dire una cazzata subito dopo per abbassare il livello, per esempio. Per cui non sono mai in grado di gestirmi situazioni come la temibilissima prima dichiarazione (paura!), nel caso di Mr Bear avvenuta in camera sua seduti al tavolo. Mi passa un foglio con su scritto mi piaci!e altre cose carine, da uomo che legge solo bukowsky e ha trovato la sua donna. Qui capisco possa trapelare una contraddizione, ma invece no, perché questi uomini così in genere sono molto, molto più sdolcinati di una canzone di gino paoli nel suo noto periodone piango sul cuscino per la sandrelli ascoltando le canzoni di Tenco (gossip vintage, eh).

 

Poi giustamente si stancò. Che vabbene l’amore, ma io ero veramente una testa di cazzo.

Comunque l’ho incontrato un paio di mesi fa, in un locale. Adesso va in giro con una bombetta nera in testa e un cappotto lungo, scuro. Ci siamo messi a parlare, come stai, che imbarazzo, cosa fai ora ti ricordi eran belli i nostri tempi, etc etc. Lui sempre esattamente lo stesso, e a un certo punto mi ha detto che quel cd dei police che gli regalai era veramente bello e  lui negli anni l’ha regalato, tipo catena d’amore, a tutte le altre sue donne.

Sì. Solo che io sono sicura di non avergli mai regalato cd (anche perché al tempo audiocassette for me). Ma ho taciuto, ho taciuto perché come fai a spezzare falsi ricordi del genere?

Stammi bene, zerby, e grazie per la pazienza. Tu sì che eri un vero uomo.

 

* o forse sì? Uhm.


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Gnegnet ha perso tempo alle 16:18 di lunedì, 29 gennaio 2007

Attenzione, fase up.

Nella fase up, elargisco buoni consigli. Nella fase up divento saggia, più buona, autostima + 40%, lucidità capelli + 20%, prontezza riflessi + 10%. Anche le mestruazioni sono meno dolorose! L’uovo al tegamino mi viene meglio, e mi ricordo a memoria tutte le canzoni che mi piacciono. Nella fase up il tuo romanticismo lo guardo con occhio divertito, nella fase up il dovere lo gestisco schioccando le dita, e le domande assillanti che mi pongo continuamente le metto da parte (cassetto del cervello con etichetta rossa). Cammino per strada con le spalle meno curve, canto ad alta voce senza vergogna, mi mangio meno le unghie. Posso affrontare discussioni pesanti con piglio certificato ISO9000, sono una roccia, posso diventare le tue fondamenta per oggi, beibi.

Vuoi andare a ballare?

Ti porto a ballare!

Vuoi una carezza?

Eccola!

Nella fase up non mi giustifico, non mi svendo, non mi guardo mai allo specchio. La fase up non è felicità, la fase up è una curva, ed è già terminata, mi sa, alla fine di questo post inutile.

See you soon.


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Gnegnet ha perso tempo alle 14:23 di sabato, 27 gennaio 2007

Mi lamento, mi lamento, e invece nella mia vita succedono cose veramente grandiose. L’altra mattina esco per regalare i soliti 3.50 euri al tabaccaio, e chi ti incontro, bello come il sole, fico come un vero fico, sotto il mio portone? Egli, il Santamaria, l’attore quello del gruppo dei giovani romani, dai, quello con gli occhi profondi (??!!) e il sorriso da coglioncello, che sta girando un firme su Gaetano Rino proprio nel mio cortile. Io ero poi in uno stato di grazia, che guarda, inginocchiati e leccami i piedi eh. Mai sono stata più affascinante: nella destra avevo uno scatolone da buttare, nella sinistra la bottiglia vuota della cocacola, indossavo degli occhiali da sole che definire fuori luogo mi sembra un po’ poco  e mi ero messa una sciarpa viola per sfidare le leggi della moda.

Un’immagine ripugnante, quindi.

Comunque lui è caruccio davvero, eh, ha la mia benedizione.

(ma eri solo carino
proprio carino
pigro di testa
e ben vestito
senza i blue jeans
eri carino
proprio un amore di ragazzino
).

Ma io gli sono passata vicino senza degnarlo di uno sguardo,  inciampando ovviamente sui mille cavi che erano per terra. Quanto mi avrà desiderato? Ti dico, non lo voglio sapere, che poi mi viene il senso di colpa. Dimenticami, caro (mi piace pensarlo adesso ancora triste, nella sua roulotte qui sotto casa)(devo smetterla di dire cazzate)(no,ancora un altro po’, dai).

 

Ieri sera, mentre guidavo stile Mr Magoo a due all’ora  causa palloni di grandine e bufera di vento e lenti a contatto indossate solo da 16 ore (brava!) che mi impedivano una corretta visuale (se aggiungiamo poi il sedile rotto e bloccato troppo in avanti, ecco, sì, ridete), pensavo che in fondo, ma proprio in fondo, pure se arrivi a capire l’origine dei tuoi mali non risolvi nulla. Tua madre ti picchiava con la cucchiarella? Non mi pare. Tuo zio ti molestava? No. Cadevi spesso dal seggiolone? Questo sì, ma non credo la cosa possa avere conseguenze sulla propria autostima. Una volta mi sono rotta la testa cadendo dall’altezza vertiginosa della tazza del cesso, per dire.

Non so fare le divisioni.

Non so guidare il motorino (tipo ci ho provato una volta e alla prima curva ho deciso che no, sterzare sarebbe stato troppo faticoso e mi sono ritrovata per terra).

Non so accendere il camino.

Non so rapportarmi al denaro.

Non so nuotare bene.

Con i cruciverba senza schema, però, sono una spada (ah beh, allora).

 

Sembrano due post copiaincollati insieme, ve’? e invece no, sono proprio senza filo logico dall’origine.


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Gnegnet ha perso tempo alle 13:13 di venerdì, 26 gennaio 2007

L’autoironia mi serve come scudo per proteggermi dal giudizio degli altri, l’autoironia l’ho sempre avuta, mi sa anche a tre anni.  Dietro, secondo me, si nasconde qualcosa di cupo, dietro sta l’aspettativa già tradita prima ancora di essere nata, si cela una visione nitida della bruttezza mia e del mondo, e quasi sempre le persone che amo di più hanno sul viso quegli occhi svegli e abissali e tristi e allegri insieme, che si vede che sono andati un po’ troppo oltre, però. Hanno uno sguardo in cui mi specchio e mi riconosco. E mi stupisco sempre, perché sono gli stessi percorsi, le stesse paure, lo stesso poco coraggio, la stessa assenza di amor proprio. Poi ci sono le persone aquilone. Se le chiamo forte mi sentono, e mi riportano per terra. Sono come l’acqua quando ho sete, sono come quelle cose che ti mancano, e smani perchè non capisci quali sono, poi ti arriva quell’abbraccio lì, ed era lui, era quella la cosa che ti mancava. Io seguo il senso del mio cercare, non lo trovo quasi mai, quando lo trovo non mi piace. Io sono come due braccia magre, che non hanno mai la forza, io sono come quelle sere che vorresti fossero già mattine, e poi al mattino ancora sera.


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Gnegnet ha perso tempo alle 14:06 di giovedì, 25 gennaio 2007

Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali

dei viali d'ippocastani.


Nazim Hikmet


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Gnegnet ha perso tempo alle 22:42 di martedì, 23 gennaio 2007

Fai un sacco di file a un sacco di sportelli, metti firme a caso e fai mettere firme a caso, dici sei/sette bugie messe bene che se scoperte, però, ti precluderebbero anche le porte per l’inferno e torni a casa soddisfatta. Studiare all’università ha i suoi vantaggi; in questo momento non mi vengono in mente, ma voi fidatevi. Ah, sì, bevo meno caffè. E mesi fa un tipo mi lasciò nel libro, mentre ero fuori, un biglietto stile conosciamoci, dai che finiva con un ambiguo se non ti interesso ti prego di distruggere questo biglietto. Ecco, no, non voglio conoscerti, che sei, 007?( Sì, ma questo non rientrava effettivamente nella categoria vantaggi, mi sa).

Hai la febbre, ma non ci pensi, e applichi la legge del facciamo finta: non te la misuri nemmeno, perché come diceva l’amico mio, se non so quanto ho è come se non ce l’ho (l’amico mio è un saggio, si capisce). Il fatto che mi venga da vomitare e abbia la fronte bollente è secondario. Mentre aspetti con disinteresse malcelato che la persona cui hai appena offerto il caffè finisca di raccontarti come dove e  perché si sia fratturata il malleolo, ti rendi conto che a te il verde non t’è mai piaciuto, ma proprio mai, e che è inutile che me la incallate, io non ci credo che le persone che intraprendono la carriera accademica siano persone intelligenti. Io in testa adesso, in questo momento, ho molta confusione. Pare che rimuova delle cose, pare che mi censuri sul motivo del mio dolore – dire la parola dolore come la direbbe boldi.

L’unica cosa che mi viene bene è leggere, sul divano, dopo le 23.00, senza nessuno tra le balle. Ma per questo mi pare di capire che non ti paghino. Allora ho iniziato a leggere il manuale autocad, ma non ha senso leggere, devo smanettare, e per questo forse mi pagano.

                                            Picchiatemi con il bastone della tenda.


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Gnegnet ha perso tempo alle 15:23 di domenica, 21 gennaio 2007

Cancro:

se il nome del vostro segno zodiacale ricorda quella cosa brutta, c’è un perché.

A luglio poi non vi festeggia mai nessuno.

Quando ti dicono ah!sei un cancro! Devi per forza rispondere .

Una volta mi hanno detto: eh, le donne cancro. Eh. E non hanno aggiunto altro.

Nove volte su dieci, quando dici che sei del cancro, ti rispondono che carattere di merda!

Sempre, e sottolineo sempre, per i cancerini (no, word, non canTerini) negli oroscopi usano questo tono paternalistico e un po’ della serie: la vita è dura, lo sappiamo, non ne uscirai mai!

Tipo il mio oroscopo di ieri diceva: avete rotto il vetro, adesso uscite illesi e senza tagliarvi. Tipo io un po’ mi sono spaventata.

 

Capelli:

Ho i capelli ricci. Ma tanto.

Da piccola mi facevano domande strane (fai la messa in piega? Te li tingi? Come te li gestisci?)

Certe volte mi chiedo se le lentiggini + i capelli ricci non siano sufficienti per un assegno di mantenimento da parte dello stato.Il 70% di invalidità mi andrebbe riconosciuto, secondo me.

 

Mia madre:

mia madre è una donna simpatica. Ha questo rapporto conflittuale con gli oggetti inventati dopo il 1910. L’altro ieri mi ha domandato se anche senza connessione poteva navigare in internet (lei usa questo verbo, navigare, perché si sente più al passo coi tempi). Per questo molto spesso quando siamo in pubblico la presento come la mia colf.


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Gnegnet ha perso tempo alle 15:19 di venerdì, 19 gennaio 2007

“Se venisse l’angelo della devastazione e mi dicesse Learco! Io direi Ecco, ci siamo.

    Lui mi direbbe, l’angelo dell’apocalisse, Learco! Perché ti sei ridotto così? Angelo, gli direi, non lo so.

    Lui mi direbbe Learco! Cosa ne hai fatto dei talenti che ti abbiamo dato? Io gli direi Boh.

    Learco! Mi direbbe l’angelo della fine del mondo. Oh, gli direi. Learco, spiegami cosa ti è successo. Spiegami perché non hai sviluppato i talenti che ti abbiamo dato. Io gli direi Mah, ci dovrei pensare, gli direi.

    Ecco, mi direbbe l’angelo, pensaci.”

 

Bassotuba non c’è – Paolo Nori - 1999


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Gnegnet ha perso tempo alle 16:59 di mercoledì, 17 gennaio 2007

Cose futili: questo mese di gennaio passerà alla storia come il mese della pigrizia disgustosa. Tipo: ho la macchina senza benzina da una settimana, e per non andare dal benzinaio, cosa che mi costerebbe una deviazione di circa 200 metri (ma che, siamo matti?) non prendo la vettura. Ma voglio raggiungere il record, vediamo quanto resisto; non escludo nemmeno l’ipotesi taxi, in caso. Continuo a lavarmi, e questo è l’importante. E lo dico anche perché qualcuno è arrivato qui digitando puzzi.

Cose strane: poi accadono anche cose strane. Tipo: ieri sera dopo due vodkalemon  sono quasi morta. Certo, la stanchezza. Certo, già avevo mal di stomaco. Certo, non avevo cenato. Ma credo siano i primi inevitabili segni della vecchiaia, che infida arriva alle spalle e ti attanaglia le palle (menomale che Ungaretti è morto, se no sai come si mangiava le mani per queste rime). Dopo la giusta dose di alcool giornaliero, mi ritrovo a dire frasi come :” Non è che io non abbia autostima, è che da uno a dieci per me valgo 2, ma se tu mi dici ma no vali 8 io ti dico c’hai ragione”. Che è una frase che ha anche un suo senso (c’è, fidete), ma, ricordiamolo, non tutto quello che pensi deve necessariamente essere espresso. Esistono i silenzi anche per questo.

(E quasi infine), pupa, assumiti le tue responsabilità. Non tutti i giorni possono essere i giorni del doposbronza, e mentre corri al bancone con aria giuliva e urli oste! mescimi il barile, fermati, e pensa che durante la settimana ti devi svegliare presto e possibilmente con un’aria sana, conta fino a dieci e poi vai comunque al bancone. Almeno hai fatto autoanalisi.

A me i vizi mi stanno simpatici, primo. Secondo, vincerò la battaglia contro la follia solo con il nonsenso.

 

Cose: oggi il cielo è grigio e spesso, saranno almeno sei metri di nuvole, ho pensato. E mentre lo pensavo mi chiudevo la porta alle spalle e non prendevo l’ombrello, volontariamente, per evitare di farmi condizionare troppo da fattori esterni. A metà tragitto ha cominciato a piovere forte, ma io ridevo perché pensavo che due cose solamente sapevo di te, e ti chiamavo per nome lo stesso.

 


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Gnegnet ha perso tempo alle 12:29 di lunedì, 15 gennaio 2007

E’ inutile che cerco di convincermi che il corso di tango è una bella idea, perché esistono idee oggettivamente malsane, e questa è una. Chiunque sano di mente non si iscriverebbe mai ad un triste corso di tango, col maestro vecchio che nella vita voleva sfondare e invece adesso cova rancore per un gruppo di giovani stronzi modaioli che pagano tot euro al mese solo per poter ballare con la rosa rossa in bocca e sbagliano tutti i passi.

Poi queste cose alla fine hanno un saggio di fine anno, che già da solo come motivo è sufficiente per farmi cambiare idea e anzi denunciarli tutti per atti osceni in luogo pubblico. Quando ricado in questi periodi di apatia l’unica cosa che mi scuote è essere polemica. Io sto meglio, gli altri mi odiano e il mondo va avanti.

Ah!se rivedo vespa con la bacchetta in mano che indica puntigliosamente su uno schermo gigante l’esatto punto del divano su cui è stato sgozzato il bambino sgozzato, mi suicido, o mi iscrivo al corso di tango,o sgozzo vespa a casa sua e poi faccio un plastico dell’appartamento. La legge del contrappasso è una bella cosa.


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