Tutti sappiamo che i dentisti hanno questa tara genetica per cui devono chiederti le cose mentre tu stai lì con la bocca aperta a soffrire e mugugnare cose imbarazzanti o rispondere con il linguaggio muto, quello che si usava a scuola (la b mani sulle spalle, la g ti tiri l’orecchio, e così via).Senza che mi soffermo perché vedo che state annuendo. Il mio dentista tempo fa, mentre trafficava con roba che è meglio non sapere, mi chiede : “Visto che studi archeologia, non è che puoi venire a casa mia, fuori città, a dare un’occhiata alla collezione di oggetti di mio padre?sai, lui faceva lunghe passeggiate in campagna e negli anni ha accumulato una gran quantità di pezzi”.
Io non è che voglio fare la snob, o la spocchiosetta. Ma tuo padre, caro dentista trapanacarie, era un tombarolo. Nel senso. Figurati che mi frega se a casa usi un capitello corinzio come tavolino o sul coperchio del sarcofago romano ce magni la frittata, però ecco, non puoi chiedermi di catalogarti e datarti la roba che tieni nello scantinato. Che poi ripeto, cocci a fottere basta che zappi mezzo metro sotto casa tua. Non sono mica integralista. Una bella colata di cemento sul colosseo per smaltire il traffico io te l’appoggio pure (subito estremista divento). Però non lo so, non mi sembrava il caso.
Comunque qui, dopo la domanda, l’ho guardato negli occhi, e gli ho indicato la bocca e fatto un cenno come per dire: ”Eh, mi dispiace, adesso non posso rispondere”.
Questa del “mi dispiace ma ora proprio non posso usare la bocca” mi sembra una bella scusa per evitare di dare risposte a domande stupide. Adesso metto nella borsa una cannula aspirasaliva e me la ficco in bocca ogni volta che non mi va di rispondere. Vabbè, quindi quasi sempre. Alla fine de ‘sti racconti esce sempre fuori un’immagine di me di un antipatico raro, comunque.
- la maledetta sigla nuova della pubblicità bauli coi bambini maledetti che cantano “a natale si può amare di più” (maledetti!e qualcuno li avverta brutalmente che babbonatale non esiste)
- la quantità di sigarette che fumo, che anche basta,eh
- il fatto che entro in modalità rodimento di culo a mia insaputa (voglio un pulsante sulla schiena, o chessò, un contatore con due levette on-off )
- quella sensazione di disagio che mi prende quando entro nei negozi e guardo il cassiere e io lo stimo anche ma mi viene la paura di finire a fare un lavoro orrendo
- quella sensazione di disagio che mi viene quando devo fare la persona adulta (sì,vivo nel perenne disagio anche perché dovrei fare sempre la persona adulta)
- le conseguenze della mia leggerezza
- le conseguenze delle altrui leggerezze
- mi rubo il tempo da sola, mi rubo
- fretta! ma se mi dici “sbrigati” mi spavento
- il mio cervello ha priorità diverse dalle mie. L’ho sempre sospettato (quella volta che per esempio mi sono svegliata quando invece avrei voluto continuare a dormire), ma ora che lo so con certezza mi tocca convincerlo. Sigh.
L’esimio dottor signor sessuologo W. Pasini (se cerchi su gugol il suo sito specifica che lui è un sessuologo di fama mondiale, eh, mica Antonio er ginecologo tuo della mutua .Tzè.) su raidue, l’altra notte, butta là come niente fosse un’affermazione che definire importante è cosa buona e giusta. Così asserisce: “Esistono 5 orgasmi femminili”.
Adesso. La frase mi arriva alle orecchie di sfuggita, che in quel momento stavo facendo non so quale minchiata e non guardavo la tv (ma come le vecchie rincojonite ce l’avevo accesa), e subito corro e accorro trafelata con un foglio in mano a prender appunti. Perchè io, ecco, 5 proprio non pensavo. Ho sentito subito odore di truffa.
Ma riassumiamo ora quali sarebbero ‘sti 5 picchi di piacere :
1) L’orgasmo vaginale – vabbè, questo lo conosciamo tutti, chi più chi meno; è cosa vecchia.
2) L’orgasmo clitorideo – e fin qui, ci siamo.
3) L’orgasmo anale – Pasini ci assicura che un 20% di femminelle lo prova. Noi siamo contenti per loro e forse un po’ rosichiamo pure. Comunque sarete sempre una minoranza, e in Italia le minoranze non hanno voce, quindi zitte e mosca.
4) L’orgasmo punto g – Il sacro graal ancora non l’hanno trovato (strano,no,ma strano) il punto g invece pare di sì. Durante la spiegazione di tale orgasmo, Pasini usa la parola “bottoncino” ed io mi irrito (“vedete, è come un bottoncino che qualche donna possiede”). Quanta tenerezza, Pasì. A questo punto della spiegazione mi viene in mente il programma demente che gli Elii facevano su radiodj anni fa : aspettando cordialmente punto g.
5) L’orgasmo uterino – E’ l’insieme delle contrazioni post orgasmiche dolorose che qualche donna prova dopo l’orgasmo (quello bello). Ecco, vabbè, dai, me lo hai chiamato orgasmo a buffo, però. Adesso se ci mettiamo a chiamare orgasmo qualsiasi contrazione del corpo, cristo, te ne trovo altri 9 come minimo (oh! Mi batte l’occhio! Ho un orgasmo oculare!e sono sei)
Il 5 cancellatelo che non merita di stare dove sta (come il gioco “trova l’intruso”).
Facciamo che sono 4.
Se ve ne viene in mente qualcun altro, o se meglio ancora voi ne provate anche altri, siete pregati di farmelo sapere. Vale anche per i maschietti, che perdono 4-1 ma non si può mai dire (che ne so se qui qualcuno non mi sdogana l’orgasmo maschile n. 2, quello del punto f , effe come frogia?).
Ps. Volevo salutare tutti i ginecologi della mutua di nome Antonio, brave persone.
Il pensiero di questa domenica è stato : una spintarella giù dal palco durante il malore, no,eh?
Cristo. Tanto così mancava, tanto così.
Ho vissuto una settimana senza la connessione internet. No, non’sti cazzi. E’ roba seria, questa. Ho provato sensazioni nuove, come la prima settimana vissuta, anni fa, con la connessione internet.
Per sette giorni, circa venti volte al giorno, i miei ragionamenti si concludevano con un “Ora lo guardo su internet”: come si chiamava quello che aveva inventato la pomata per le emorroidi? Come arrivo in Via Cicciobarciccio 56? Devo scrivere una mail! Voglio la ricetta della crostata alla crema di pummarola….andiamo a vedere cosa dice l’Accademia della Crusca in materia di pronomi. Un’agonia. Una tortura. Il mio corpo mi spingeva verso il computer, la mia mano faceva per accenderlo, e invece nell’apposito scomparto solo polvere e vuoto.
Per non parlare di Msn. La gioia di comunicare appuntamenti e cazzate varie telefonando e sentendo voci amiche, ah! L’ho riscoperta.
Eppure. Eppure esistono i dizionari, esiste il TuttoCittà, esiste il telefono, esistono i libri di ricette. E ti fanno perdere meno tempo, perché io lo so che tutti voi, come me, quando vi sedete davanti al computer per cercare via cicciobarciccio iniziate a cliccare in modo compulsivo di qua e di là manco dovete* conoscere tutto lo scibile di tutto in cinque minuti. Ah…no?lo faccio solo io?Naaaa….Nemmeno se lo vedo.
Comunque adesso la connessione è tornata. Tutto come prima. Clicco, apro, chiudo, controllo il blog, consulto Wikipedia (ché non si può mica andare avanti senza sapere cos'è un missorio) .
Ma msn ancora non l’ho aperto. Ho paura del risucchio.
* qui il congiuntivo mi è sfuggito; sì, invece di mettere asterischi potrei correggere, ma così metto a nudo gli errori ed è più bello. Scopri le sette piccole differenze tra Gnegnet e le pupe ignoranti del reality (vabbè, a parte il culo sodo e le tette rifatte).
Dopo un giorno di noia, ne arriva uno di gioia (e non ho detto troia). Se le mie fasi up durano poche ore, sono pur sempre fasi alle quali sono affezionata. Senza di loro, che vita grama. Dopo il momento "affinità col bancone del pub, che comunque è sempre più attivo di me" arriva il momento "affinità con le persone normali". Guido pensando che l’asfalto è una bella cosa, che Transformer di Lou Reed è un bel disco, che parli parli e non agisci mai, che nel dormiveglia l’altro ieri mi era venuta una poesia che Montale avrebbe voluto il mio autografo, ma l’ho dimenticata subito.
Poi noia normale, noia mortale; il tempo è circolare. Sai quante volte passi e ripassi sullo stesso punto?
Sai quante volte toccherò il fondo?
Sai quante volte annuirò senza capirti?
E adesso, versami un altro litro. Oste.
Volevo invitare tutti a rispettare un minuto di silenzio in onore del caduto Giovanni Lindo Ferretti, morto schiacciato da quello che lui chiama "un ritorno all’ovile".
Non aggiungo altro. Scusate, vado a piangere chiusa in bagno.
Per chi non c’ha giustamente capito una ceppa, qui.
Eravamo quattro amici al bar, ieri pomeriggio, e come al solito i discorsi che andavano per la maggiore erano i rapporti con l’altro sesso, la vita del giovine senza arte né parte, la mancanza di dinero, e le solite cose che puoi sentir dire se quando passi accanto a un qualsiasi gruppetto di sfigati appizzi meglio l’orecchio .
Poi ad un certo punto qualcuno s’è sentito tutt’un foco dentro, e ha cominciato a far sul serio. Attenzione: l'iniziativa. Affittiamo una casa, andiamo, facciamolo. Io ci sto. Tu? ci stai? sì. Bene. Aspettatemi, mi laureo e arrivo.
E giù con pallottoliere e calcolatrice e affitti e lavori e dai pranziamo coi ticket restaurant che racimolo mensilmente, e dai cerchiamo un appartamento in una zona caruccia, ma non a Roma nord, ma forse Roma est, perché Roma sud che t’ha fatto? E insomma, com’è e come non è, alla fine il passo va fatto, che qui non si hanno più 18 anni e tra poco scatta l’età della pensione, i primi capelli bianchi, e a 40 anni ancora aiuti tua madre a fare la spesa così, come niente fosse. Il lavoro, è un’altra storia. Se aspetto il posto fisso (il posto fisso? ma che dico?!), mi conviene avvertire subito mia sorella che avrà la mia stanza verso i 35 anni.
Signore, dammi la forza di fare ‘sta cazzata.Che poi, oh signore (la minuscola ha un preciso significato altamente dispregiativo), ma tu che c'entri?
Ci vediamo, statemi bene.
Siccome sono una persona di parola, eccola, tutta per voi, qui.
Essere circondati da tanti amici è bello, ma ancora più bello è essere circondati da amici che hanno situazioni amorose ingarbugliate di cui ti aggiornano periodicamente. Gli esempi sono tanti: di situazioni tranquille (vedi: marito e moglie; vedi anche: la morte sociale e intellettuale) ne conosco un paio. Poi ho tutto un gruppo di gente portatrice di storie malsane. Le storie malsane mi piacciono molto. Mi divertono. Ci sguazzo. Un po’ anche quando dentro ci sono pure io. Questo circo barnum è composto da: quella che sta col ragazzo ma ah! come vorrebbe stare con l’amico; quello che no, io non ho la fidanzata, invece ce l’ha e non si capisce perché lo nega (o forse io l’ho capito); quello che ha la ragazza, non gliene frega un cazzo, ma forse andranno a vivere insieme; quella che il suo ex ragazzo è lontano, ma forse non così tanto; quello lasciato da poco da donna tapina, che parla solo di tale donna tapina (io odiooo le donne tapine!).
Ma tanta vivacità, tanto lupanare, permettetemi di dire che io li adoro.
Do anche consigli che oh, qui siamo proprio bravi. Sì, certo. Pensate per caso che poi io applichi anche alla mia vita suddetti consigli? ma ovvio che no. La regola che seguo è non fare mai la cosa più logica, sia mai poi se ne esca senza ferite o sia mai poi si appaia intelligenti – potrebbe essere pericoloso!
Non parlo delle mie situazioni, che qui si è soddisfatti come un obeso dopo un piatto di carotine bollite. E non aggiungo altro.
Stai sempre a cianciare
!?!
Stavi sempre a cianciare
Linc